Montefiascone – Turismo e sanità per fare della città falisca un punto di riferimento per l’intera Tuscia. Un centro riabilitativo d’eccellenza e un circuito turistico che guarda anche all’Umbria.
È il bilancio fine 2017 del sindaco di Montefiascone Massimo Paolini, da 18 mesi primo cittadino. Gli obiettivi raggiunti. Da sindacalista a sindaco.
Fino a che non ha vinto le elezioni, Paolini ha diretto la Uil sanità. “E l’impronta da sindacalista – ha detto il sindaco – resta sempre e comunque. I lavoratori per me vengono sempre al primo posto e il rispetto degli accordi sindacali deve essere totale”.
Quale è stata l’iniziativa più importante dell’anno che sta per finire?
“Il 2017 è stato l’anno in cui abbiamo voluto investire nel turismo per fare di Montefiascone un vero e proprio centro di riferimento culturale e turistico per l’intero territorio. Abbiamo innanzitutto nominato per la prima volta un direttore museale, Valentina Berneschi. Puntiamo a fare della Rocca e del museo che sta al suo interno anche un attrattore turistico per le persone che arrivano al porto di Civitavecchia.
Abbiamo inoltre introdotto un ticket per visitare il museo del Sangallo e la Torre del pellegrino che in tre mesi ha fruttato 10mila euro reinvestiti tutti nella Rocca. Sempre per la Rocca abbiamo ottenuto 93mila euro dalla Regione Lazio per sua riqualificazione.
Infine Montefiascone è stata anche al centro di una serie di iniziative importanti a livello nazionale, vale a dire i festeggiamenti per i 150 anni della Polizia di Stato e un ciclo di iniziative sui temi dell’Unione europea, che ha visto a Montefiascone ambasciatori provenienti da Polonia, Kossovo, Austria, e sui rapporti tra magistratura e giornalismo”.
Montefiascone è anche una città a ridosso di altre realtà regionali come Umbria e Toscana. Quali sono i rapporti con gli altri territori comunali confinanti con il vostro?
“Sono tutti rapporti di aperta collaborazione nel comune interesse dello sviluppo di tutti i territori. Abbiamo infatti siglato l’accordo delle quattro città con Viterbo, Bagnoregio e Orvieto. L’obiettivo dell’accordo è creare un circuito turistico comune e condiviso per avere una maggiore visibilità. Chi va a Bagnoregio trova informazioni anche su Montefiascone e viceversa”.
Un tempo Montefiascone era anche un importante polo ospedaliero, punto di riferimento per l’intera provincia. Lei inoltre è stato dirigente sindacale proprio nella categoria che si occupa dei lavoratori della sanità. È previsto un rilancio dell’ospedale oppure si va verso la definitiva chiusura?
“Come sindaco voglio bene a tutti i cittadini e il mio obiettivo è stato sempre quello di ricambiare la fiducia che mi hanno dato. Per questo non solo l’ospedale non chiude, ma entro il 2018 vogliamo fare a Montefiascone un centro riabilitativo (motoria, cardiologica) punto di riferimento per tutta la Asl e tutto il territorio provinciale. In tale direzione abbiamo in cantiere un progetto che stiamo portando avanti con Regione e Azienda sanitaria. Per quanto riguarda la sanità, abbiamo progetti ambiziosi anche su Villa Serena con investimenti sulla riqualificazione della struttura e dei terreni circostanti”.
Un anno che si è concentrato solo su sanità e turismo?
“Rilancio del polo ospedaliero e sviluppo del turismo sono state le priorità, tenuto conto anche di tutte le difficoltà che oggi hanno le amministrazioni comunali. Una su tutte l’assenza di risorse. Abbiamo comunque realizzato altri progetti che avevamo previsto”.
Ad esempio?
“Abbiamo ottenuto 190mila euro dalla Talete per il completamento della rete fognaria da via delle cannelle a Santa Maria delle grazie. Abbiamo asfaltato strade dissestate da anni. E poi lo sviluppo edilizio, un altro percorso che può portare crescita sul nostro territorio. Entro i primi mesi del 2018 è prevista infatti una variante al piano regolatore generale che cambierà tutto il territorio di Montefiascone”.
Daniele Camilli
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