Viterbo – Caro direttore, non intendo assolutamente farmi coinvolgere in una discussione su caccia sì, caccia no.
Ci sono, per queste polemiche, le associazioni ambientaliste, rappresentate anch’esse da fior di studiosi e ricercatori. E che suppongo siano in grado di replicare nel merito.
Interventi come quelle di Serrani e del cacciatore Tuccini erano ampiamente prevedibili, se un lettore del mio articolo si fosse soffermato solo sulla caccia.
Personalmente, pur essendo figlio e nipote di cacciatori, ritengo che la “cultura” della caccia appartenga al passato e che l’unica istruzione che da essa possa provenire sia quella di fare molta più attenzione all’equilibrio ecologico del territorio.
Si fanno mostre sull’ars venandi? Se è per questo, se ne fanno di continuo anche sull’arte della guerra, ma questo non giustifica la guerra.
Ma la mia potrebbe essere una opinione come un’altra.
E’ vero, non sono un cacciatore, ma amici cacciatori mi hanno ragguagliato su alcuni aspetti oscuri della caccia al cinghiale; suppongo siano attendibili quanto lo è il cacciatore Tuccini.
Così, occorrerebbe chiedersi perché tutti questi cinghiali in giro per le campagne. Magari a suo tempo sono stati lanciati dai cacciatori stessi e si sono moltiplicati e avvicinati alle città perché ci sono troppi rifiuti in giro e perché nei pochi boschi rimasti non trovano più cibo sufficiente.
Magari sono di razza straniera, particolarmente prolifica e resistente, perché i cinghiali locali sono stati sterminati da tempo. Magari adesso i cacciatori stanno solo riparando ai danni provocati da loro stessi, con ripetuti lanci di questa specie.
Magari capita che i cittadini, sociologi compresi, debbano pagare per gli errori altrui. Magari è sommamente giusto che a questo punto si facciano battute al cinghiale con abbattimenti preordinati, per ridurre l’entità di una presenza ormai ingombrante e pericolosa.
Tuttavia, da docente, ricercatore e professionista (alla Sapienza) che ha studiato per quarant’anni le dinamiche sociali e la comunicazione di massa, quel che mi preoccupa non sono i cinghiali abbattuti, ma il fatto che su un quotidiano tiri più la notizia di una battuta di caccia (benemerita o meno che sia) che quelle su ben altri aspetti, problemi e bellezze del nostro vivere quotidiano.
Insomma, come si usa dire, mi aspettavo che si guardasse alla luna, non al dito che la indicava.
Francesco Mattioli
Articoli: Tuccini: “La caccia è cultura, istruzione, ricerca” – Serrani: “Fuori luogo paragonare i cacciatori a chi spacca le bottiglie…” – Mattioli: Tira più una battuta al cinghiale che… – Oltre 50 milioni di visualizzazioni nel 2017
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY