Viterbo – La neve assedia campagne e centro storico di Viterbo. Ogni volta che il generale inverno marcia sulla città dei Papi col suo esercito di pupazzi, ritardi e lamentele, sono guai. E quando c’è la neve, i guai sono sempre con la pala.
Multimedia: Gallery: Il centro storico di Viterbo coperto di neve – Video: La neve nelle vie del centro – La reazione dei viterbesi
“Vabbé raga’, annamo a lavora’ che a San Pellegrino le vecchiette ‘n ponno uscì manco a pija ‘l pane!”, dice Roberto Tisbi della Protezione Civile, in giro per la città dalle prime ore dell’alba.
“È da questa mattina alle 5 (ieri ndr) che stiamo lavorando su tutto il territorio di Viterbo. Dove c’è bisogno. Abbiamo anche accompagnato molti operatori sanitari all’ospedale di Belcolle”.
Però Roberto Tisbi è nero. Se la prende con l’assessore comunale all’ambiente Maurizio Tofani. “Ho già sbroccato a Tofani – ha detto Tisbi, fermo in via San Lorenzo -. Noi siamo volontari. Ma non abbiamo un posto dove mangiare e dormire. Oggi infatti vengono tutti a pranzo a casa mia. Una persona che abita nelle campagne ci ha impedito di utilizzare i locali della chiesa di Castel d’Asso dove avevamo deciso di presidiare, visto che non abbiamo ancora una sede. Ci ha tolto le chiavi rifiutandosi di metterci a disposizione una struttura comunale”.
Per strada la gente riconquista vie e parchi pubblici. Senza troppo entusiasmo. Cerca di restare in piedi e porta a spasso i cani. I taxi riprendono subito servizio. Gli autobus si muovo a stento e solo in centro. Valle Faul sembra una stazione sciistica, con slittini e bambini buttati giù a tutta velocità dai costoni ai lati del Gigante di Seward Johnson che domina la valle. L’ascensore per raggiungere il Duomo in piazza San Lorenzo non funziona. Palazzo dei Papi imbiancato si presta alle foto dei turisti. Con Curia e Archeoares che hanno aperto le vie d’accesso ai monumenti del Colle.
Il parcheggio del Sacrario somiglia invece a una pista di pattinaggio. Le macchine cercano di superare gli ostacoli e schivare i pedoni. A via Mazzini, le automobili sistemate alla bene e meglio lungo la strada, con i proprietari fiduciosi che non sarebbe nevicato, hanno creato non pochi problemi ai vigili del fuoco intervenuti per togliere le stalattiti dai tetti che nel frattempo si erano formate.
“Bella la neve a Viterbo – commenta Ettore Fieramosca (si chiama proprio così ndr) in piazza delle Erbe – ma ha già stufato. La neve è bella lì per lì, appena la fa. Poi basta, non siamo abituati”. Insomma, il gioco è bello quando dura poco.
Per tutta la mattinata di ieri la gente se l’è cavata da sola. In attesa di aiuti e soccorsi. In campagna la neve ha chiuso ogni via di comunicazione. Castel d’Asso e Monterazzano inaccessibili per ore. Per strada, in centro, protezione civile, dotata di secchi e pale con cui hanno fatto il possibile per liberare negozi e abitazioni, pompieri e qualche vigile urbano. Ma l’andazzo principale è stato il fai da te e l’incubo più presente quello del 2012 quando, sempre a febbraio, nevicò l’ira di Dio, le strade si ghiacciarono e i cumuli di neve restarono ammassati in piazza per mesi. Paralizzando tutto il possibile.
“Tutta la mia famiglia è scesa a spalare anche se non abbiamo le attrezzature per farlo – spiega Annamaria Monari che abita nel quartiere di San Pellegrino -. Il sale ce l’abbiamo ma andremo anche a cercare la protezione civile per vedere cosa fare. Più che altro per liberare le strade. Stiamo cercando di evitare che tutto si trasformi in una lastra di ghiaccio come accadde nel 2012″.
Si divertono soprattutto gli immigrati. Molti di loro la neve non l’hanno mai vista. Se la godono, dandosi appuntamento dalle parti di San Faustino o lungo via Cairoli. Tirano su pupazzi di neve e aiutano a ripulire strade e accessi alle abitazioni.
Qua e là si sente starnutire, abbaiare, imprecare. Senso d’abbandono e rassegnazione. Negozi e bar, soprattutto quelli più decentrati, sono in prevalenza chiusi. Qualcuno bestemmia e se la prende con le macchine che passano in Corso Italia. Vola pure qualche…”ah deficiente!”.
Qualcun altro le bestemmie le scrive sul parabrezza delle auto in sosta. A testimoniare il proprio stato d’animo. Molte auto stanno infatti dove non dovrebbero, come succede ogni giorno. Intrappolate dal maltempo, nonostante l’allerta dell’altro ieri. Tutti cercano di fare spesa e tornare di nuovo al caldo.
Mancano le informazioni, in particolar modo la voce delle istituzioni. Tutto viaggia attraverso i giornali. Dove andare, cosa fare. Uffici e scuole chiuse. Per sapere le cose la gente si collega a internet e va sui siti delle testate giornalistiche. Di certo non sulla pagina web del comune di Viterbo…aggiornata al 7 dicembre dell’anno scorso.
Anche i politici spalano neve e postano foto sui social network. Come quando si regalavano i pacchi di pasta e farina ai “poveracci” per conquistarne il voto. Appuntamenti saltati, niente campagna elettorale. Ma domenica si vota lo stesso. E tutta questa neve, proprio non ci voleva.
Daniele Camilli
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