Viterbo – Dalla neve al ghiaccio, commercianti viterbesi “avvelenati”.
Anzi, “siamo proprio incazzati”, ha detto per telefono Gaetano Labellarte, presidente dell’associazione Facciamo Centro e proprietario di uno dei negozi di abbigliamento a Corso Italia.
“Abbiamo aspettato un giorno – prosegue Labellarte – sperando che la situazione si risolvesse rapidamente e che la nevicata del 2012 avesse insegnato qualcosa. E soprattutto qualche amministratore della città avesse imparato. Invece niente, le spese di tutto le fanno solo commercianti e residenti”.
Costretti a spalare ghiaccio e neve da soli. Prima dell’arrivo dell’esercito. Come se si trattasse di un terremoto.
Lungo Corso Italia era tutto un gran da farsi. Pale e rompighiaccio. Vestiti alla bene e meglio. Armati di sale. Per strada, a fare un lavoro che sarebbe spettato alle istituzioni. Con le informazioni che viaggiano solo su facebook e sui siti delle testate giornalistiche.
“Siamo stati abbandonati – ha sottolineato il presidente di Facciamo Centro –. Non hanno messo un grammo di sale. Nemmeno una notizia ufficiale sul sito internet del Comune. Questa mattina (ieri ndr) ho dovuto spalare e spicconare il ghiaccio alto 5 centimetri, quando la situazione doveva essere risolta prima. Prima che noi aprissimo i negozi. Le tasse che paghiamo servono a far fronte anche a queste situazioni. E come me tantissimi altri commercianti del centro sono nelle stesse condizioni. Praticamente tutti. Una cosa gravissima. E ho ricevuto decine e decine di telefonate da parte delle altre attività commerciali. Tutti ridotti come me, tutti incazzati”.
Anche perché i commercianti di Viterbo non navigano certo nell’oro. Con una crisi economica che non finisce, le aziende che chiudono e le vie del commercio che mano mano vanno incontro al deserto.
“Appena sono arrivata al lavoro mi sono resa conto di un disastro che nessuno si aspettava di trovare – spiega Alessandra Di Marco, presidente della rete di impresa “Viterbo capitale medievale” e proprietaria di un’attività di articoli sportivi –. Via Matteotti e via San Bonaventura completamente gelate. Neanche il fornitore è potuto arrivare davanti al negozio. Perché altrimenti sarebbe finito dritto dritto contro la porta di ingresso alla città che si trova appunto lungo via San Bonaventura”.
Ghiaccio anche fuori le mura cittadine. Via Primo Maggio, tanto per citare un esempio, questa mattina era come ieri. La strada piena di neve, questa volta congelata. Stessa cosa per tutto il quartiere murialdo.
“Via Vicenza imbarazzante – scrive Alessandro Graziotti –, stamani (ieri ndr) sono uscito a piedi per raggiungere piazza della Rocca e c’ho messo un’ora, tra macchine e pedoni che non riuscivano a muoversi. Un disastro”.
Perché la vita va avanti e interrompere il lavoro non è semplice per nessuno. Perché con i tempi che corrono, non lavorare un giorno significa non guadagnare e non riuscire a tirare avanti a fine mese. Soprattutto quando si è precari e la propria attività economica dipende dalla volontà degli altri. E a questo punto anche dal tempo. Anche da una nevicata che paralizza ogni cosa. Nonostante tutto. Nonostante l’anno in corso sia il 2017 e non il 1017.
“Chiediamo alle istituzioni – commenta Alessandra Di Marco – non solo di annunciare nevicate che poi non si sanno affrontare, ma di mettere in campo un piano di emergenza volto a risolvere situazioni come queste che si sono presentate, subito, nell’immediato.
Preparare un piano di interventi almeno per la prossima nevicata, sviluppando tutti gli strumenti necessari. Prima, non dopo. Senza dover aspettare 48 ore. Senza dover intervenire da soli.
Chiediamo anche che quanto accaduto sia discusso e affrontato in consiglio comunale. Valutando infine tutti i danni subiti dai residenti e dal mondo del commercio. Danni per il mancato reddito, non di ieri ma di questa mattina, sperando che la cosa non prosegua. Danni per l’impossibilità di raggiungere il lavoro o fare il proprio lavoro, in particolar modo per i lavori precari che ormai sono la maggior parte. E infine, danni d’immagine. Per tutta la città e un centro storico che ogni giorno, a fatica, si cerca di valorizzare”.
Daniele Camilli
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