Montefiascone – Elezioni politiche 2018, nuovo intoppo per Sara Buono. “Non ho votato per vergogna”, spiega.
Nonostante dovrebbe essere già da tempo donna per l’anagrafe, non ha ancora i documenti femminili e risulta tuttora iscritta nel registro degli elettori e non delle elettrici.
E la parrucchiera 35enne di Montefiascone che, nonostante il via libera del tribunale, è ancora Salvatore Buono sui documenti.
Per colpa dell’ennesimo intralcio burocratico, infatti, per l’anagrafe è ancora un uomo e l’ufficio non ha potuto ancora rilasciarle la nuova carta d’identità con i dati femminili, nonostante lei, che da tempo si è sottoposta a cure ormonali per l’intervento di cambio del sesso, sia ormai in tutto e per tutto, anche fisicamente, una donna.
“La carta d’identità in cui mi chiamo ancora Salvatore è scaduta – ricorda – e per ora non posso rinnovarla come Sara, ma neanche come Salvatore, anche perché Salvatore non c’è più, non corrisponde al mio aspetto attuale. Nelle foto sono evidentemente una donna, mentre il mio nome all’anagrafe è ancora maschile. Un pasticcio, perché di fatto sono priva del documento più importante, la carta d’identità”.
“Mi hanno detto che potevo votare lo stesso, esibendo al seggio la patente – prosegue – ma anche sulla patente sono sempre Salvatore, per cui avrei dovuto spiegare agli scrutatori perché ho un aspetto femminile e in ogni caso sarei dovuta entrare nella sezione quando avessero chiamato gli uomini, perché sono ancora iscritta nel registro degli elettori e non delle elettrici”.
“E’ assurdo, mi sento ancora volta vittima di un’ingiustizia. Volevo recarmi alle urne, ci tenevo tanto a votare, perché si trattava di una consultazione importante, la più importante degli ultimi anni, le elezioni politiche, in un momento così delicato per il nostro paese – si sfoga Sara – stavolta più che mai penso che il voto fosse per me un diritto, oltre che un dovere”.
“Invece non ce l’ho fatta – spiega – ci ho pensato fino all’ultimo. Ma non me la sono sentita. Mi vergognavo. Come se avessi rubato. Come un ladro. E’ arrivata domenica sera e io non sono riuscita a varcare la porta del seggio. Solo all’idea di dover spiegare tutto per l’ennesima volta, a gente che non mi conosce, che non conosce la mia storia e i miei travagli, mi sentivo male”.
Nata “Salvatore”, Sara ha fatto la scelta radicale di avviare la procedura per cambiare chirurgicamente sesso, da uomo a donna. La scorsa estate, dopo molti ritardi e molte peripezie giudiziarie, è finalmente riuscita ad ottenere il via libera del tribunale di Viterbo all’intervento e, nell’attesa, a cambiare subito i suoi dati anagrafici sui documenti.
Un passaggio importante perché Salvatore, ormai da tempo, è fisicamente “Sara” a tutti gli effetti. Nel frattempo è in lista d’attesa per l’operazione cui si sottoporrà a breve all’ospedale Sant’Orsola di Bologna, uno dei pochi centri specializzati in Italia.
Ma quella che sembrava una tappa ormai scontata – risultare già donna sui documenti – ha subìto un’ulteriore brusca frenata per problemi burocratici.
Silvana Cortignani
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