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Cronaca - Lo rende noto Patrizia Cadau, consigliera del comune di Oristano - I carabinieri avevano fatto irruzione in casa della donna dieci ore fa, per prendere la piccola che il giudice ha affidato al padre che vive a Viterbo

“La bimba contesa è stata strappata alla madre”

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Bimba contesa - Madre e figlia portate in caserma

Bimba contesa – Madre e figlia portate in caserma

Bimba contesa - La caserma dei carabinieri dove sono madre e figlia

Bimba contesa – La caserma dei carabinieri dove sono madre e figlia

Bimba contesa - I carabinieri sotto casa della madre

Bimba contesa – I carabinieri sotto casa della madre

Viterbo – “Gliel’hanno presa!”. Patrizia Cadau, consigliera 5 stelle del comune di Oristano, lo scrive su Facebook. Il riferimento è alla bimba di due anni e mezzo contesa dalla mamma, che vive in Sardegna, e il padre, che invece risiede a Viterbo. Questa mattina i carabinieri avevano fatto irruzione in casa della donna, a Baressa.

Ore 9,48. Sui social network inizia a circolare un appello del mamma, 38enne sarda: “Chi può si rechi subito a casa mia, vogliono prendere la bambina”.

Ore 9,55. I militari dell’Arma fanno irruzione in casa. “I carabinieri sono entrati poco fa nell’abitazione della mamma per portare via la bambina – scrive su Facebook l’ex parlamentare Mauro Pili -. Tutto questo nonostante il responso dei medici psichiatrici infantili che hanno messo nero su bianco il danno irreversibile che avrebbe subito la bambina dal distacco dalla madre. I carabinieri sono all’interno dell’abitazione”.

Ore 11,30. Decine di persone sono sotto casa della donna: si schierano dalla sua parte e da quella della bimba. In strada, anche cronisti e forze dell’ordine. “Uno scandalo – dice uno dei presenti –. Oltre venti carabinieri per prelevare una bambina di due anni e mezzo. Qui sta bene ed è accudita, e l’hanno provato sia gli assistenti sociali che gli psichiatri della Asl di Oristano. Va tutto bene ed è tutto in ordine, tranne per il giudice che la vuole strappare forzosamente dalle mani della madre”.

Ore 12,30. La mamma si barrica in casa con la figlia. Con lei riuscirà a parlare solo Cadau. Sono le 13,14. “Sono riuscita a parlare con lei tramite cellulare – scrive su Facebook -. Le autorità sono intenzionate a portare via la bambina. È barricata in camera sua, con la figlia. Fuori dalla sua porta ci sono otto agenti, tra cui alcuni in divisa. Vogliono portare via la piccola separandola dalla madre e impedendo che lei possa accompagnarla. È riuscita a contattarmi attraverso il telefono della sorella, che è con lei. Mi ha detto che le è impedito mettersi in contatto con chiunque e al momento, dato il forte stato di stress e violenza cui è sottoposta, viste le circostanze, ha necessità di un medico. Qui fuori ci sono otto volanti della forze dell’ordine, con gli agenti per il servizio d’ordine pubblico”.

Ore 15,09. Mamma e figlia vengono portate via da casa. “Non mollare”, ripete alla donna la folla. Che poi inizia a urlare: “Vergognatevi”.

Ore 15,28. Mamma e figlia sono in caserma. “Mogoro. La madre e la bambina sono qui. In una stazione dei carabinieri. L’ambulanza è per la mamma. Io sono qui”, scrive Cadau.

Nel pomeriggio, gli ultimi appelli.
Mario Pili: “Faccio appello al comandante generale dell’Arma. Fermatevi, non strappate la bambina alla madre di Baressa. Anche i vostri psicologi hanno detto che la bambina non si può separare dalla madre. Ora, prima che il trauma sia irreversibile, fermatevi. Non macchiatevi di questo scempio imposto da un giudice che sta agendo contro i pareri di tutti gli psichiatri infantili”.

Patrizia Cadau: “Mogoro. Siamo ancora qui, davanti alla caserma dei carabinieri. Vogliamo sapere perché le hanno portate qui come due criminali, con otto volanti delle forze dell’ordine. Vogliamo sapere perché le competenze della Asl di Oristano e dei servizi sociali sono state sollevate dopo avere dichiarato con due perizie che questa mamma può fare la mamma. Vogliamo sapere a chi, a questo punto, consegneranno la bambina”.

Ore 19,47. L’epilogo. “Gliel’hanno presa!”, scrive Cadau su Facebook. La bimba non è più con la madre. Il padre della piccola, un professionista di 45 anni, sarebbe stato per tutta la giornata in una caserma dei carabinieri in provincia di Oristano, in attesa di poter riabbracciare la figlia e riportarla con sé a Viterbo.

Lo scenario della vicenda è quello di una separazione conflittuale. La bambina, di due anni e mezzo, vive con la madre in Sardegna. Ma il papà ha ottenuto dal tribunale che sia affidata a lui. Ma risiede a Viterbo, e per la donna sarebbe impossibile poter vedere la figlia nei giorni consentiti. A maggio, quando i servizi sociali e i carabinieri hanno bussato alla sua porta, la mamma si è rifiutata di consegnare la piccola. La giudice del tribunale civile di Viterbo le ha così dato un ultimatum di dieci giorni affinché consegnasse “spontaneamente” la bambina. Sennò, scaduto il tempo, “l’esecuzione forzata”.


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3 luglio, 2018

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