Montefiascone – Rogo in via Tagliamento, rinviati a giudizio per incendio colposo due indagati. Si tratta di un geometra, figlio di una proprietaria, e il titolare dell’impresa che stava effettuando i lavori. Saranno processati dal giudice Giacomo Autizi per l’incendio che ha devastato 600 metri quadrati di appartamenti, ricavati dalla riconversione di una vecchia scuola. Titolare dell’inchiesta il sostituto procuratore Franco Pacifici. L’udienza preliminare si è chiusa il 18 ottobre.
E’ il devastante rogo divampato la mattina del 9 settembre 2015 in uno stabile di quattro piani al civico 12 di via Tagliamento, a Montefiascone, dichiarato inagibile dai vigili del fuoco, interamente evacuato e posto sotto sequestro dalla procura, a cui furono tolti i sigilli nel marzo 2016 e la cui ristrutturazione è stata completata solo di recente.
Le fiamme sarebbero partite dal tetto mentre erano in corso dei lavori di manutenzione. Su un totale di 28 appartamenti, 8 andarono completamente distrutti, le mansarde al quarto piano, mentre non riportarono danni strutturali i piani sottostanti, ma tutti gli impianti finirono fuori uso.
Erano circa le 10 quando è scattato l’allarme. Drammatico il bilancio: nessuna vittima, ma tutte le 28 famiglie furono sfollate, costrette ad arrangiarsi con mezzi di fortuna e con l’aiuto offerto da Comune, Caritas, parrocchia e volontari. I volontari della protezione civile Asvom predisposero quattro punti per la raccolta di materiale da destinare agli evacuati e fu anche aperto un conto corrente per sostenerli economicamente.
Secondo la perizia dei vigili del fuoco, le fiamme si sarebbero sprigionate scaldando una guaina vicino alla grondaia. Fu lo stesso operaio che stava riparando la copertura del tetto a chiamare i vigili del fuoco.
L’uomo disse di aver scaldato la guaina con un cannello del gas, credendo che il rivestimento del tetto fosse ignifugo, invece non lo era.
Ben ventuno pompieri, giunti anche da Terni e Roma, hanno lavorato ininterrottamente per sei ore per domare le fiamme e ancora nei giorni successivi per completare la bonifica dell’area. Un intervento reso difficile dall’ampiezza della superficie interessata dal fuoco e dal fortissimo vento che alimentava le fiamme.
Silvana Cortignani
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