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Tribunale - Spaccio - Un anno al 37enne in fuga dal Murialdo e catturato dai carabinieri in piazza del Comune - Nascondeva la cocaina nell'accendino

Scappa con la droga e un carabiniere aggrappato all’auto, condannato

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Viterbo - Il tribunale

Viterbo – Il tribunale

L'avvocato Samuele De Santis

L’avvocato Samuele De Santis

Viterbo – Scappa con la droga e un carabiniere aggrappato all’auto, condannato a un anno di reclusione con la sospensione condizionale della pena.

E’ il 37enne viterbese arrestato due volte per spaccio in meno di un mese, il 20 luglio e poi di nuovo il 18 agosto. L’uomo, le cui iniziali sono P.E., la prima volta è finito ai domiciliari dopo la convalida, la seconda a Mammagialla. 

Al giudice Silvia Mattei doveva rispondere dell’episodio per cui è stato arrestato il 20 luglio, al termine di una rocambolesca fuga iniziata verso le ore 21 sotto casa sua al Murialdo, quando è stato sorpreso in flagrante, da tre carabinieri dell’aliquota radiomobile in borghese, mentre cedeva dal finestrino della sua Panda azzurra un involucro di colore bianco, in cambio di denaro, al conducente di un’Audi A3 di colore grigio, che lo stava aspettando innervosito. 

Non solo detenzione ai fini di spaccio di cinque grammi di cocaina nascosti all’interno di un accendino celeste, ma anche lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, oltre che porto d’arma impropria.

Alla vista dei militari, come ha spiegato in aula il diretto interessato, il 37enne infatti si è dato alla fuga, scappando a folle velocità dal Murialdo in direzione via Vicenza con la portiera aperta e agganciato alla cintura di sicurezza il carabiniere che dopo avergli intimato l’alt, lato guida, stava cercando di estrarre la chiave dal cruscotto per impedirgli di mettere in moto la macchina. 

“Mi ha trascinato per una decina di metri, fino a quando, a una curva, non mi sono lasciato andare, rotolando a terra, prima che succedesse di peggio, riportando comunque diverse lesioni in varie parti del corpo, per cui sono dovuto ricorrere ai sanitari del pronto soccorso di Belcolle e mi sono rimaste delle cicatrici”,  ha spiegato la vittima lo scorso 5 ottobre, alla prima udienza del processo.

Il 37enne è stato rintracciato un’ora dopo in piazza del Comune, verso le ore 22, tradito dalla sua Panda azzurra parcheggiata proprio davanti al bar centrale. A bordo i militari hanno trovato una mazza da baseball e un accendino che però non funzionava, in quanto era stato usato per occultare al suo interno cinque involucri di cocaina, di colore bianco come quello ceduto sotto casa. Cinque dosi da 0,50 grammi l’una. Nel borsello 730 euro in contanti, presunto provento dello spaccio. 

Il viceprocuratore onorario Cristiano Ricciutelli ha chiesto che l’imputato venisse condannato a un anno e otto mesi. Il giudice, sentito il difensore Samuele De Santis, ha condannato il 37enne alla più mite pena di un anno di reclusione.

Il 37enne è finito di nuovo in manette, la notte tra venerdì 17 e sabato 18 agosto, mentre spacciava tra dosi di cocaina al quartiere dei Cappuccini. Non era passato neanche un mese dal primo fermo e dalla fuga con un carabiniere attaccato alla macchina e per lui è scattato l’aggravamento della misura, con il trasferimento in carcere. Nel frattempo, su richiesta della difesa, all’uomo sono stati nuovamente concessi gli arresti domiciliari, ai quali si trova tuttora ristretto. 

Silvana Cortignani


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22 novembre, 2018

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