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Criminalità organizzata - La Dia nella relazione semestrale relativa al primo periodo del 2018

“Mafia, nel Viterbese latitanti e pregiudicati campani e calabresi”

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La Dia - Direzione investigativa antimafia

La Dia – Direzione investigativa antimafia

Viterbo – “Mafia, nel Viterbese latitanti e pregiudicati campani e calabresi”. Lo afferma la Direzione investigativa antimafia nella relazione semestrale relativa al primo periodo (gennaio-giugno) del 2018.

“Sono stati localizzati e arrestati – scrive la Dia – alcuni latitanti che avevano scelto questa area per dissimulare meglio la loro presenza. Nel Viterbese è stata registrata la sporadica presenza di pregiudicati di origine campana, prevalentemente dediti a traffici di stupefacenti, e calabrese”.

In riferimento ai latitanti, la Direzione investigativa antimafia ricorda l’arresto del 26 luglio 2017 a Ronciglione del boss della Camorra Giuseppe Simioli, alias ‘o petruocelo. “Si stava spostando – riepiloga la Dia – a bordo di un’auto da una villa a Campagnano (Roma) a un’altra ubicata a Soriano nel Cimino. Latitante, era un elemento di spicco del clan Polverino di Marano (Napoli). Era referente del sodalizio per il traffico internazionale di stupefacenti, soprattutto hashish, che transitava dalla Spagna. Per poi divenire, dopo la cattura del capo clan nel 2011, reggente”.

Per quanto riguarda la presenza, nel Viterbese, di pregiudicati campani e calabresi la Dia scrive: “Risale al 27 marzo 2012 un’operazione della polizia conclusasi con l’arresto, tra Viterbo e Ladispoli, di cinque persone legate ai clan camorristici Mazzarella e Veneruso-Castaldo per concorso in spaccio di cocaina nella provincia di Viterbo”. In riferimento ai pregiudicati calabresi, la Direzione investigativa antimafia aggiunge: “Sono riferibili alle famiglie Bonavota del Vibonese, Mammoliti, Romeo, Nucera e Pelle del Reggino, nonché al locale di Gallicianò di Condofuri (Reggio Calabria). In merito a quest’ultimo sodalizio un’inchiesta della Dda di Reggio Calabria ha evidenziato nel 2013 il radicamento nel Viterbese di propri esponenti che in tale area ripulivano i capitali di provenienza illecita attraverso la creazione di società immobiliari e di trasporti”.

La relazione della Dia è relativa al primo semestre (gennaio-giugno) del 2018, quindi a un periodo antecedente la maxioperazione di carabinieri e Dda che ha smantellato un’associazione mafiosa operante a Viterbo. Tredici le persone arrestate il 25 gennaio 2019, per aver cercato di assumere il controllo del territorio e di diverse attività commerciali a suon di attentati incendiari e intimidazioni. La Direzione investigativa antimafia, riferendosi al primo periodo dello scorso anno, infatti afferma: “Nella provincia di Viterbo non emergono fenomeni delinquenziali direttamente riconducibili alla presenza strutturata di organizzazioni criminali di tipo mafioso, in ragione di una posizione geografica particolarmente decentrata che tuttavia non la rende immune da reati predatori realizzati da soggetti provenienti da altre regioni”.

A livello regionale, la Dia scrive: “Il territorio regionale non risulta immune dalla presenza di consorterie straniere. In particolare, quelle albanesi, romene, nordafricane e nigeriane sono dedite al traffico e allo spaccio di stupefacenti, ai reati contro il patrimonio, allo sfruttamento della prostituzione, ai reati concernenti l’immigrazione clandestina e alla tratta di persone. La presenza delinquenziale di gruppi di etnia cinese si esprime nelle frodi fiscali, nello sfruttamento dell’immigrazione e della manodopera clandestina di connazionali, nonché nello sfruttamento della prostituzione, sia su strada che in appartamento.

Per quanto riguarda le attività connesse al traffico di stupefacenti, specifiche connessioni operative tra narcotrafficanti albanesi, marocchini e italiani, in collegamento con esponenti della camorra del Napoletano, sono state evidenziate il 15 febbraio e il 10 maggio 2018, rispettivamente, nell’ambito delle operazioni Nadir 1 e Nadir 2 condotte dai carabinieri. I militari hanno complessivamente arrestato 21 persone, responsabili di traffico internazionale di cocaina, hashish e marijuana, smerciate nelle piazze di spaccio della provincia di Roma, a Frosinone, a Viterbo e in provincia di Foggia”.

Oltre all’operazione Nadir, la Dia ricorda quella del 17 aprile 2018 in Albania, Roma e Viterbo. La Romana. “Nell’ambito dell’operazione – riepiloga la Direzione investigativa antimafia – è stata eseguita una misura restrittiva nei confronti di sette soggetti, appartenenti a un’organizzazione criminale italo-albanese dedita al narcotraffico tra Belgio, Italia e Albania. Nel corso dell’attività è emerso il ruolo di primissimo piano ricoperto da un esponente degli Alvaro e sono state documentate sei importazioni di cocaina per oltre 130 chili, di cui nove chili sequestrati. Nonché proventi illeciti per circa un milione e 600mila euro, di cui oltre 430mila euro oggetto di sequestro”.


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15 febbraio, 2019

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