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Tribunale - Fabrica di Roma - Il paracadutista accusato dell'uccisione del pastore maremmano fra un mese sarà interrogato dalle parti - Nel frattempo ha rilasciato ulteriori spontanee dichiarazioni

Cane straziato da una balestra, la difesa chiede una nuova perizia balistica

di Silvana Cortignani
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Nuvola, il cane ucciso con una balestra

Nuvola, il cane ucciso con una balestra

Nuvola, le foto scattate subito dopo l'uccisione e finite nel fascicolo della procura

Nuvola, le foto scattate subito dopo l’uccisione e finite nel fascicolo della procura

Martino Farneti

Il perito balistico Martino Farneti

Fabrica di Roma – Cane straziato dalla balestra, la difesa chiede una nuova perizia balistica.

Quella fatta per la procura dal professor Martino Farneti non sarebbe veritiera, secondo il paracadutista 48enne accusato della morte di Nuvola, la maremmana barbaramente uccisa nella sua cuccia, il 26 maggio 2013, a Fabrica di Roma.

L’imputato, nel corso dell’udienza di ieri del processo, è tornato per due volte a rilasciare spontanee dichiarazioni.

La prima all’inizio, mettendo in dubbio l’attendibilità della parte civile Franco Crestoni, padrone della bestiola, attraverso una miriade di screenshot dal profilo Facebook della vittima, per dimostrare che è costantemente in viaggio all’estero a differenza di quanto ha detto in aula, sostenendo di non potersi più allontanare da casa per paura che qualcuno faccia del male ai suoi cani.

La seconda a fine udienza, togliendo la parola al difensore Giovanni Tripodi del foro di Roma, per spiegare in prima persona che secondo un suo perito di parte la consulenza di Farneti è sbagliata. “Ha fatto per me una relazione su tutti i dardi del mondo, il cane non è stato ucciso da una balestra”, ha detto al giudice Giacomo Autizi, che si è riservato sulla richiesta di disporre una perizia super partes. 

Autizi, nel frattempo, si è dichiarato incompatibile per il reato di stalking, di cui chiederà lo stralcio dal processo, in quanto ha già condannato l’imputato a 500 euro di multa per minacce e molestie, per essersi vantato sulla pagina Facebook del gruppo dell’associazione animalista “Incrociamo le zampe onlus” dell’uccisione di Nuvola, prima dietro i nickname Benny Anthony, Diavolo Giallo e Extrema Ratio, poi con nome e cognome.

Il 48enne, in questo processo, è imputato sia per la barbara uccisione della bestiola che per violazione di domicilio e stalking.

In aula sono stati sentiti ieri il vicecomandante dei carabinieri di Fabrica di Roma e l’ultimo teste dell’accusa, il fratello del custode dei cani di Crestoni, che ha trovato morto Nuvola nel maggio di sei anni fa. “Facevo l’autostop e l’imputato mi ha dato un passaggio in auto, a bordo teneva la balestra”, ha detto.

Tre le parti civili, assistite dagli avvocati Anna Paradiso, Giacomo Barelli e Dominga Martines: il propietario, Franco Crestoni, 74 anni, anche a nome della moglie; l’Enpa, nella persona della legale rappresentante Carla Rocchi; l’associazione animalista, Incrociamo le zampe onlus, con la presidente Rita Storri. 

Si torna in aula il 18 aprile. In quella data sarà interrogato per la prima volta dalle parti l’imputato, che finora ha rilasciato spontanee dichiarazioni, ma non è stato ancora sottoposto a esame formale da parte di accusa, parti civili e difesa.


Cosa dice il perito balistico della procura

Sentito in aula il 23 aprile dell’anno scorso, il professor Farneti ha detto: “Nessun dubbio che Nuvola sia stato ucciso con una balestra da caccia, con un dardo a quattro lame che hanno tagliato contemporaneamente la cute e stracciato le interiora dell’animale”.

L’imputato, residente in una villa adiacente a quella del maremmano, sarebbe passato dalla recinzione per intrufolarsi nella proprietà dei vicini, mentre erano in vacanza. 

“Nessun dubbio che il cane sia stato ucciso con la balestra – ha proseguito Farneti – sul suo corpo c’erano i tagli tipici della balestra da caccia. Per me, chi lo ha ammazzato si è introdotto nell’abitazione, ha seguito il cane, che conoscendolo non ha abbaiato, poi gli ha sparato nel garage, nella cuccia”. 

Durissimo fu il controesame del difensore Tripodi, il quale ha messo in dubbio l’attendibilità della perizia balistica e contestato la bontà dei reperti usati dal professor Farneti per la consulenza, arrivando a far dire il teste che non sono stati effettuati accertamenti col luminol per evidenziare e analizzare eventuali tracce di sangue dell’animale morto.


Chi è Martino Farneti

Farneti, docente di balistica forense dell’Ateneo della Tuscia, attualmente al centro di balistica forense di Aprilia, è uno dei maggiori esperti a livello nazionale, noto per avere analizzato il proiettile che uccise Ilaria Alpi ottenendo la riesumazione del corpo. Recentemente è stato incaricato dalla procura di Viterbo della perizia sul caso di Maria Sestina Arcuri, la 25enne caduta per le scale a Ronciglione, per la cui morte è indagato a piede libero il fidanzato. Farneti dovrà simulare al computer la caduta della 25enne e non è escluso che debba fare anche delle prove dinamiche con un manichino. 

Silvana Cortignani 


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22 marzo, 2019

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