Fabrica di Roma – Cane ucciso con la balestra, per l’accusa testimonia davanti al giudice Giacomo Autizi il professor Martino Farneti, docente di balistica forense dell’Ateneo della Tuscia. E’ l’esperto che ha ricostruito la dinamica del “delitto” per la procura di Viterbo.
“Nessun dubbio che Nuvola sia stato ucciso con una balestra da caccia, con un dardo a quattro lame che hanno tagliato contemporaneamente la cute e stracciato le interiora dell’animale”, ha detto Farneti.
E’ il processo al paracadutista 46enne originario di Roma, ma residente a Fabrica di Roma, difeso dall’avvocato Giovanni Tripodi. Il 26 maggio 2013, il militare avrebbe ammazzato con la balestra il cane dei vicini e poi se ne sarebbe vantato su Facebook, minacciando di uccidere altri animali. L’uomo è imputato sia per la barbara uccisione della bestiola che per violazione di domicilio e stalking.
Vittima Nuvola, un pastore maremmano adottato da una nota coppia di animalisti, Franco Crestoni e Tatiana Riabova, scomparsa di recente, che nel corso degli anni hanno salvato decine di cani e gatti ospitandoli a casa loro, premiati in televisione da Licia Colò per un originale progetto pro adozione randagi.
“Nessun dubbio che il cane sia stato ucciso con la balestra, una balestra da caccia agli animali. Per la precisione con un dardo coi puntali per la caccia agli animali. La freccia lo ha trapassato a velocità elevatissima. Un dardo con la cuspide quadrangolare, di quelle che in Italia sono vietate per la caccia, ma che si possono reperire sul mercato clandestino. Sono fatte per trapassare, perché aprono un foro dal quale entrano anche le alette direzionali”, ha detto il professor Farneti, spiegando di avere fatto prove tecniche sperimentali sul posto per ricostruire la dinamica.
L’imputato, residente in una villa adiacente a quella del maremmano, sarebbe passato dalla recinzione per intrufolarsi nella proprietà dei vicini, mentre erano in vacanza.
“Nessun dubbio che il cane sia stato ucciso con la balestra – ha proseguito – sul suo corpo c’erano i tagli tipici della balestra da caccia. Per me, chi lo ha ammazzato si è introdotto nell’abitazione, ha seguito il cane, che conoscendolo non ha abbaiato, poi gli ha sparato nel garage, nella cuccia”.
Durissimo il controesame del difensore Tripodi, il quale ha messo in dubbio l’attendibilità della perizia balistica e contestato la bontà dei reperti usati dal professor Farneti per la consulenza, arrivando a far dire il teste che non sono stati effettuati accertamenti col luminol per evidenziare e analizzare eventuali tracce di sangue dell’animale morto.
Tre le parti civili, assistite dagli avvocati Anna Paradiso, Giacomo Barelli e Dominga Martines: il propietario, Franco Crestoni, 73 anni, anche a nome della moglie; l’Enpa, nella persona della legale rappresentante Carla Rocchi; l’associazione animalista, Incrociamo le zampe onlus, con la presidente Rita Storri.
Il 15 ottobre sarà sentito Franco Crestoni, il “papà” di Nuvola.
Silvana Cortignani
L’autopsia
L’esito dell’autopsia eseguita su Nuvola presso la sezione di Viterbo dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale, secondo la relazione dei veterinari incaricati dalla procura dell’esame necroscopico sulla carcassa dell’animale
Carcassa imbrattata di sangue
All’esame esterno della carcassa è possibile evidenziare parte dell’intestino fuoriuscire da un foro presente sul lato sinistro del cane e parte dell’omento fuoriuscire da un foro presente nel lato destro.
In seguito sono descritte le lesioni osservate
A) Foro di forma quadrangolare della grandezza di circa 3,5 cmx 4 cm presente sul fianco sinistro dell’animale da cui fuoriescono alcune anse intestinali
B) Foro di forma quadrangolare della grandezza di circa 3 cmx 4 cm presente sul fianco destro dell’animale da cui fuoriesce parte dell’omento
C) Zona emorragica sottocutanea in corrispondenza del foro presente sul lato destro della carcassa
D) Abbondante liquido emorragico presente in cavità addominale
E) Ansa enterica con 2 fori a circa 25 cm dal piloro. Il foro prossimale è grande 1,5 cmx 1 cm, quello distale circa 3,5 cmx 1 cm. I due fori distano tra loro circa 1 cm
F) Lesione simile ad un taglio lunga circa 6 cm presente sul lato del rene destro
G) Area emorragica sottocutanea in corrispondenza del foro presente sul lato sinistro della carcassa
H) Parete addominale emorragica in corrispondenza del foro presente sul lato sinistro della carcassa
I) Ansa intestinale con un foro di circa 6 cm x 1 cm a circa 25 cm dall’ano
Il precedente
Accusato di avere ucciso un cane meticcio di dieci anni con un colpo di balestra, lo scorso gennaio un 50enne di Bergamo è stato condannato a 10 mesi in primo grado, oltre al pagamento delle spese processuali e al risarcimento del danno.
A renderlo noto con un comunicato stampa all’Ansa, l’Ente nazionale protezione animali, parte civile nel processo con l’avvocato Claudia Ricci, citando l’analogo processo in corso a Viterbo.
“Un pronunciamento importante, non solo per questo procedimento – ha sottolineato la legale – ma perché può diventare un precedente per casi simili. Casi che, purtroppo, sono molto più numerosi di quanto si possa immaginare. La sentenza del tribunale di Bergamo potrebbe far sentire i suoi effetti in un procedimento analogo a Viterbo, a carico di un uomo finito alla sbarra proprio per avere ucciso un cane a colpi di balestra”.
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