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Siena - Condannati Mauro Benedetti e il fantino Trecciolino - Assolti entrambi per l'accusa di maltrattamenti agli animali

Cavalli truccati al Palio, due anni e sette mesi al veterinario viterbese

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Mauro Benedetti

Mauro Benedetti

Viterbo – Cavalli taroccati al Palio di Siena, condannato a 2 anni e sette mesi per falso in atto pubblico in primo grado il veterinario viterbese Mauro Benedetti, che è stato invece assolto dall’accusa di maltrattamenti agli animali.

Si è chiuso attorno alle 20,30 di ieri il processo davanti al giudice Luciano Costantini del tribunale di Siena in cui era imputato Benedetti e tre fantini, tra i quali Luigi Bruschelli detto Trecciolino, condannato a 4 anni e 10 mesi e all’interdizione per 5 anni dai pubblici uffici per falso in atto pubblico, ma assolto anche lui dall’accusa di maltrattamenti agli animali.

Secondo la procura della repubblica di Siena avrebbero sostituito i microchip a due cavalli per camuffarli da mezzosangue. I due cavalli non hanno comunque mai partecipato al Palio di Siena.

Bruschelli e il veterinario sono stati anche condannati al risarcimento delle parti civili, diverse associazioni animaliste e il Comune di Siena.

Sono invece stati assolti il figlio di Trecciolino, Enrico Bruschelli e Sebastiano Murtas.

I quattro imputati erano accusati, a vario titolo e in concorso tra loro, per falso in atto pubblico ai danni della commissione veterinaria del palio di Siena 2014-2015, falso ideologico, violazione di sigilli, frode processuale, maltrattamento di animali, commercio ed impiego di farmaci non consentiti.

Il pubblico ministero Sara Faina aveva chiesto in mattinata 5 anni e 10 mesi per Luigi Bruschelli (ritenuto l’ideatore e il promotore della mistificazione), 3 anni e 3 mesi per Enrico Bruschelli, 3 anni e 15 giorni per Sebastiano Murtas e 3 anni e 2 mesi per Mauro Benedetti.

L’indagine è partita nel luglio 2015 dopo una segnalazione anonima alla guardia forestale sulla cui base il sostituto procuratore Aldo Natalini, originario anche lui di Viterbo come il veterinario, aveva disposto il sequestro di tre cavalli della scuderia di Bruschelli (Bolewood, Romantico Baio e Robinson), ipotizzando la sostituzione di un microchip identificativo per poterli far passare come mezzosangue anglo-arabi e poterli così iscrivere all’Albo del protocollo equino del Comune di Siena.

Un iter che avrebbe permesso ai cavalli di poter essere scelti per correre il Palio, cui i purosangue non possono partecipare, e che comunque nessuno dei cavalli oggetto dell’inchiesta ha mai disputato.

Il veterinario viterbese Mauro Benedetti avrebbe proceduto alla sostituzione del passaporto di due cavalli purosangue inglesi (Captain Forest, poi morto, e Bolewood) con quello di due aglo-arabi mezzosangue (Romantico Baio e Robinson).

Tra le otto parti civili che si sono costituite, il Comune di Siena, il proprietario dei cavalli, il Movimento Ambientalista e l’associazione Leidaa guidate da Michela Brambilla. Adesso potranno chiedere un risarcimento in sede civile.

Silvana Cortignani


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19 giugno, 2019

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