Viterbo – (g.f.) – Locali nella zona fucsia aperti fino all’una e altrove fino alle due. Un’ora d’apertura in più il comune la concede, ma pone condizioni. Riportate nel Patto per la notte e sottoscritto dalle associazioni di categoria.
Adesso si può chiedere la deroga, ma occhio agli adempimenti. Alcuni scontati, alcuni di buonsenso, altri, un po’ “originali”.
Chi vorrà restare con le saracinesche sollevate un po’ più a lungo, si dovrà preoccupare di contenere il consumo di alcolici. In pratica è come chiedere a un ristoratore di limitare il numero di pietanze servite.
“Per contenere il consumo di alcolici e prevenire episodi lesivi dell’integrità delle persone – si legge nel patto – gli esercenti si obbligano a praticare prezzi che non si discostino dalle medie applicate nella zona interessata dal patto e in generale nel centro cittadino”.
Al bando prezzi eccessivamente bassi. “Vietate offerte sottoprezzo di alcolici – precisa il documento – e la pubblicizzazione di offerte, con qualunque modalità e finalità d’attrazione presso il locale”. Si rovescia un po’ il concetto che la pubblicità è l’anima del commercio, ma qui c’è un fine elevato.
I titolari delle attività devono prestare, giustamente, attenzione alla pulizia. “Anche in forma associata, si devono occupare del mantenimento in condizioni di pulizia e ordine dell’area antistante e limitrofa, al rispettivo locale nell’orario d’apertura”.
Con un extra: “S’impegnano a prestare un servizio di pulizia aggiuntiva, rispetto a quella svolta dopo la chiusura”.
Ci devono essere contenitori all’interno dell’area per gettare i rifiuti, ma volendo anche su suolo pubblico.
A San Pellegrino, poi, per garantire la sicurezza, ai locali cui è concessa la deroga, i titolari devono dotarsi di: “un numero congruo di personale, addetti alla clientela con pettorina o stemma di riconoscimento”.
Compito: “controllare il rispetto delle norme nazionali e locali di settore, in particolare per la vendita per asporto. Invitando clienti a non allontanarsi laddove, e non appena si producano assembramenti che possano arrecare disturbo”.
Per chi chiede la deroga oltre l’una, per eventi speciali, quella sera vanno utilizzati dalle 23 addetti alla sicurezza, operatori qualificati.
In generale, dalle 23 alle 8, niente rumori udibili. Vanno poi garantiti i servizi igienici.
Il comune ovviamente vigilerà: “controlli su soste irregolari”, quindi fuori orario meglio non fermarsi a parlare. E probabilmente, per sicurezza se un gruppo di persone passando si ferma di front a un bar, sarà gentilmente invitato ad allontanarsi. Non sia mai che sia confuso come cliente e ci scappi una sanzione.
Nelle zone oggetto del patto, inoltre, servizi controllo stradale, tutela consumatore e abusivismo commerciale, spazzamento aggiuntivo e ritiro aggiuntivo di plastica e vetro, da prevedere nel nuovo capitolato d’appalto per i rifiuti.
Ai titolari, il compito di fare prevenzione e informazione verso l’abuso d’alcol e chi vuole fare le ore piccole, anzi l’ora piccola, quella in più concessa, poi la mattina non può dormire. “I bar devono garantire secondo turni prestabiliti, quelli che hanno le deroghe, aperture in orario antimeridiano e pomeridiano il sabato e la domenica”.
È il piano per la notte. Speriamo che faccia presto giorno.
Articoli: Locali aperti fino all’una, per deroga ricevuta – Melaragni (Cna): “Patto della notte, pubblici esercizi impegnati per il benessere della città” – De Simone (Confartigianato): “Patto della notte, un percorso condiviso per tutelare le esigenze di tutti”
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