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Tribunale - Rapina e lesioni - Vittima di due fruttivendoli ambulanti un novantenne - Scagionato dal confronto all'americana l'unico imputato

Picchiato a sangue e lasciato in strada, non riconosce il presunto aggressore

di Silvana Cortignani
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Il pm Stefano D'Arma

Stefano D’Arma – Lo stesso pm ha chiesto l’assoluzione

Orte – Picchiato a sangue e abbandonato in mezzo alla strada, traccia l’identikit dell’aggressore ma non lo riconosce durante il confronto all’americana. Vittima di due fruttivendoli ambulanti un novantenne di Orte, rapinato e malmenato dopo un rocambolesco inseguimento per farsi restituire il maltolto. Scagionato dal confronto all’americana l’unico imputato. 

Pur tornando a descrivere senza esitazioni il suo aggressore, ieri non ha riconosciuto l’imputato tra is ei uomini che gli sono stati mostrati in aula durante il confronto all’americana.  

Avevano tutti la barba e i capelli scuri, erano tutti di bassa statura e sulla trentina. Ma nessuno di loro sarebbe somigliato neanche lontanamente al fruttivendolo ambulante napoletano che, secondo l’accusa, verso le 8,30 del 13 aprile 2018 avrebbe rapinato e picchiato selvaggiamente un novantenne assieme a un complice, anche lui indagato, il quale nel frattempo è deceduto.

“Quello che mi ha picchiato non c’è”, ha detto senza pensarci un attimo la vittima, un pensionato 86enne di Orte, che si è costituito parte civile, facendo venire meno la prova regina del processo.

Il pensionato fu trovato privo di sensi in un lago di sangue in mezzo alla carreggiata da alcuni automobilisti di passaggio, mentre la sua auto era rimasta sul ciglio della strada col motore acceso e lo sportello di guida aperto. Sul posto accorsero carabinieri e 118. Ai soccorritori indicò due fruttivendoli ambulanti scappati su un Fiorino bianco, successivamente riconosciuti in fotografia.

Uscito indenne dalla cosiddetta “ricognizione a sei” – disposta dal collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei all’udienza del 9 settembre scorso – l’imputato, scagionato dal novantenne, è stato assolto, su richiesta dello stesso pubblico ministero Stefano D’Arma, per non avere commesso il fatto.

In aula il fruttivendolo ambulante, difeso dall’avvocato Giuseppe Vincenzo Mauro, era venuto accompagnato dalla penitenziaria, essendo recluso a Mammagialla dal giorno dell’arresto. Dopo un anno e mezzo di carcere, ieri è stato rimesso in libertà seduta stante alla lettura della sentenza. Era accusato di rapina e lesioni personali aggravate. 


– “Ho inseguito e bloccato i ladri, ma mi hanno menato”


Non si sa chi sia stato, ma non ci sono dubbi che il fatto sia accaduto. Un episodio di inaudita violenza. L’anziana vittima è stata picchiata selvaggiamente e abbandonata in mezzo alla strada alla mercé delle vetture di passaggio. Poteva finire in tragedia. 

Poco prima l’86enne, che a tutt’oggi ha ancora la patente, si era fermato con la macchina a comprare tre cassette di frutta sulla provinciale, a circa due chilometri dal paese. Una volta caricata la merce nel portabagagli, però, i due ambulanti napoletani da cui si era servito, lo avrebbero rapinato di 500 euro custoditi nel borsello, col dire che i 10 euro che voleva dargli lui erano pochi. La coppia sarebbe poi scappata a bordo del Fiorino bianco attrezzato a negozio ambulante, non riuscendo però a seminare il pensionato che, per riavere il maltolto, si è messo a inseguirli con la sua Fiat500X “duemila” di colore nero. 

Lui li ha inseguiti e loro lo hanno menato. “Li ho inseguiti e superati, poi mi hanno dato una scarica di pugni in faccia”, ha raccontato in tribunale il poveretto, descrivendo la drammatica evoluzione del rocambolesco inseguimento. “Il passeggero del furgone ha fatto prima di me a scendere, mi ha spalancato lo sportello e dato una scarica di pugni in faccia”, ha spiegato l’86enne, il cui corpo insanguinato era esanime in mezzo alla strada, al momento dei soccorsi. La sua auto sul ciglio. Col motore acceso. “E’ stato il più giovane a strapparmi il borsello e a prendere i soldi ed è stato sempre il più giovane ad aprire lo sportello e a darmi la scarica di botte”, ha ribadito ieri, tracciando l’identikit di un uomo effettivamente uguale all’imputato. 

Ma quando glielo hanno mostrato assieme ad altri cinque non ha mostrato alcuna incertezza: “Quello che mi ha picchiato tra loro non c’è”. Fine della storia.

Silvana Cortignani


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23 ottobre, 2019

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