Viterbo – Tusciaweb non canta vittoria. Non ancora.
La duecentesca loggia dei Papi, delicata come un merletto, non sarà salva fino a restauro concluso.
Qui siamo solo all’inizio. Da qualche parte, del resto, bisognava pur iniziare a capire chi su quel restauro può investire, a quasi tre mesi dall’sos lanciato dalla Curia, con una nota che fece partire una campagna su questo giornale per salvare palazzo dei papi.
Le crepe sui muri del duomo, segnalate da un paio di assessori, erano un nulla rispetto all’usura della loggia simbolo di Viterbo che ha visto il primo conclave della storia.
Dopo il senatore Francesco Battistoni, il primo a farsi avanti con l’annuncio di 200mila euro dal governo per palazzo papale, è arrivata ieri la nota del consigliere regionale Enrico Panunzi, che ne promette oltre 500mila dalla Pisana. “I soldi ci sono – spiega -. Sono fondi accantonati che la Regione ha a disposizione. Non avrei fatto proclami prima di assicurarmi che si potesse intervenire con risorse dell’ente”.
Ad attivarsi Panunzi dice di aver cominciato tre o quattro settimane fa. “Ho posto il problema al presidente Nicola Zingaretti e al vicepresidente della Regione Daniele Leodori, dopo aver letto della campagna Tusciaweb – spiega -. La volontà politica c’è stata da subito. Abbiamo dato mandato agli uffici di verificare che ci fosse la disponibilità di risorse. Verifica andata a buon fine”.
Il 23 dicembre il colloquio col vescovo Lino Fumagalli: Leodori, che ha voluto essere presente e occuparsene personalmente, insieme all’assessora regionale alle Politiche sociali Alessandra Troncarelli e a Panunzi. “Alla curia è stata proposta una convenzione che sarà attivata a gennaio per un biennio – continua il consigliere regionale -. Il progetto è ovviamente da definire, così come l’importo preciso che sarà presumibilmente intorno ai 550mila euro”. Fondi che arriveranno in due tranche, nel 2020 e nel 2021. “I fondi regionali serviranno in primis per un intervento strutturale che metta in sicurezza e protegga la loggia. Poi si interverrà sulla pavimentazione del duomo per provare almeno ad arginare l’ammaloramento. Vedremo se sarà una soluzione tampone o se riusciremo a garantire, già con queste risorse, un intervento strutturale anche in quel caso”. Pavimento che, secondo il vescovo Lino Fumagalli, “si sta letteralmente squamando. Se continua così, tra qualche anno non l’avremo più”.
Poi ci sarebbero i 200mila euro del governo, annunciati da Battistoni. I finanziamenti della Soprintendenza per la messa in sicurezza statica. Raccolte fondi come quella iniziata dall’ex sindaco Giulio Marini con il centro studi e ricerca Il Leone. Più fonti di finanziamento, quindi più linee di intervento. Chi coordinerà? “Questa è la mia ultima preoccupazione – dichiara Panunzi -. Noi ci siamo attivati per trovare i soldi, la curia e i tecnici troveranno un modo. Fondamentale, intanto, era capire se c’erano le forze economiche per finanziare i lavori. Questi soldi non solo ‘un regalo’. Era un atto dovuto per un monumento chiave, che rappresenta Viterbo e la sua storia”.
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