Viterbo – “Sotto i nostri piedi c’è una città immensamente vuota”. La definisce così il consigliere comunale d’opposizione Alvaro Ricci. L’occasione è la loggia di Palazzo dei Papi, recentemente transennata con tanto di ordinanza comunale perché potrebbe rappresentare un pericolo. “Non è vero – spiega Ricci – che il comune non può impegnare dei soldi per il suo salvataggio perché si tratta di un bene della chiesa. Il comune può intervenire tranquillamente, con tutti i pareri tecnici del caso positivi. Non averlo fatto è stata una clamorosa occasione mancata. Non per la maggioranza, ma per la città”.
Tuttavia, la loggia è soltanto uno dei problemi di un centro storico che, sotto la sua pavimentazione, “è immensamente vuoto”. “E – come Ricci ha sottolineato – sarebbero opportune e urgenti indagini geofisiche e geologiche. Sarebbe fondamentale una vera e propria mappatura. Una sottovalutazione del problema rischia infatti di farci diventare complici di problemi ben più grandi”.
Consigliere Ricci, il sindaco Giovanni Arena ha detto che troverà i finanziamenti per la loggia di Palazzo dei Papi. Ma ha anche aggiunto che il comune non potrebbe finanziare il restauro di un edificio di proprietà della chiesa. Lei cosa ne pensa?
“Il comune di Viterbo può sostenere tranquillamente un restauro oppure un intervento su un edificio storico, anche se non è di proprietà pubblica. Si può intervenire finanziando il restauro delle facciate, anche se sono di proprietà privata, e non si può intervenire per salvare la loggia di Palazzo dei Papi che rappresenta un pezzo unico dal punto di vista storico, simbolo della città e fondamentale per i flussi turistici che l’attraversano? Non solo, ma quando abbiamo presentato, e la maggioranza lo ha bocciato, un emendamento con un sostegno di 25 mila euro per la loggia avevamo tutti i pareri tecnici positivi. Aspetto quest’ultimo che, indipendentemente dalla sorte dell’emendamento, dice chiaramente che il comune può contribuire ai lavori di sistemazione della loggia. Senza ombra di dubbio”.
Allora cosa è successo?
“E’ mancata la volontà politica. Questo è successo”.
Ci può ricordare in cosa consisteva l’emendamento in favore della loggia di Palazzo dei Papi?
“Quando la giunta di Giovanni Arena ha presentato l’ultima variazione di bilancio a novembre, si sono accorti che c’erano 2 milioni e 300 mila euro di soldi in più nel bilancio. Derivanti da minori spese e maggiori entrate per il comune. E, per inciso, anche questa la dice lunga. Una buona amministrazione non si accorge a fine anno che ancora non ha speso più di due milioni di euro… detto questo, visto questo avanzo, abbiamo presentato un emendamento che prevedeva lo stanziamento di 25 mila euro per salvare la loggia. Bocciato dalla maggioranza. Quando invece sarebbe stato un primo concreto segnale da parte del comune di attenzione a un problema serio. E, come ho già detto, questo emendamento aveva anche tutti i pareri di regolarità tecnica, contabile e del revisore dei conti”.
Perché, secondo lei, la maggioranza lo ha bocciato?
“Semplice. Perché proveniva dalla minoranza. Questa è la risposta. Il comune ha perso l’occasione per dare un segnale forte a tutela del patrimonio storico e artistico della città. A tutela del suo principale simbolo. Il Palazzo dei Papi. Però, così non è stato”.
Se l’aspettava la bocciatura dell’emendamento da parte della maggioranza?
“No, francamente no. Mi aspettavo anzi che raddoppiasse la cifra proposta. Da 25 mila a 50 mila. Per il bene della città. E c’erano tutte le risorse per farlo. La risposta è stata invece diversa. ‘Siccome Ricci ha chiesto 25, noi alla città gli diamo 0′”.
Il sindaco ha detto comunque che nel prossimo bilancio ci saranno i finanziamenti necessari per intervenire…
“Io mi auguro che quando arriveremo al prossimo bilancio l’intervento di restauro della loggia sia concluso. Si tratta infatti di giugno, luglio… Meno male che hanno mostrato un interesse concreto a salvare la loggia la Regione e il ministero per i beni culturali. Il comune di Viterbo, anche in questo caso, arriva per ultimo. Dopo i ‘fochi'”.
A questo punto il sindaco cosa dovrebbe fare?
“Quello che poteva fare, il sindaco lo avrebbe dovuto già fare. Doveva preoccuparsi di contribuire in maniera forte e farlo subito. Ed era questo il senso del nostro emendamento. Non solo, quando tu, sindaco, chiedi le risorse ad altri e non fai la tua parte…ma che credibilità hai?”
La loggia è soltanto uno dei problemi del patrimonio artistico del centro storico. La cattedrale, la pavimentazione di piazza San Lorenzo deformata, avvallamenti continui della pavimentazione, un palazzo che un paio di anni fa a momenti crolla…
“Certo. E’ esattamente così”.
E come è stato possibile?
“Ho più volte visitato i sotterranei di Viterbo. E la fragilità della città è enorme. Una città immensamente vuota. Una città molto stratificata. Un pezzo sopra all’altro”.
Questo che significa?
“Che prima di ogni lavoro, è necessario fare delle indagini geofisiche e geologiche di quello che sta sotto i piedi dei viterbesi. Occorre assolutamente fare una mappatura dettagliata dei sottosuoli. Le criticità vanno viste prima, non vanno solo riscontrate in corso d’opera. E questo serve innanzitutto per rendere più sicura Viterbo”.
Prima che sia troppo tardi?
“Come ti giri, la pavimentazione è piena di avvallamenti. Non si tratta solo di piazza San Lorenzo. Diversi sono anche sul ponte che porta a Palazzo dei Papi. Nel 2013 un pezzo di piazza del Gesù è sprofondato. Alcune cavità, anche belle grosse, in diversi punti della città sono stati tombati nel corso degli anni. Nel sottosuolo c’è ancora il fiume Urcionio e ci sono diversi corsi d’acqua. Per non parlare degli scavi clandestini che hanno peggiorato di molto la situazione. Ripeto, sotto i nostri piedi c’è una città immensamente vuota. Ecco perché è urgente una mappatura dei sotterranei. Una sottovalutazione del problema rischia infatti di farci diventare complici di problemi ben più grandi”.
Daniele Camilli
Multimedia: Fotogallery: Cosa c’è nei sotterranei – La loggia transennata – La loggia e il Palazzo dei papi – Video: Alla scoperta dei cunicoli sotto la città
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