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Tribunale - Il 33enne arrestato a maggio in un locale del centro - Sarebbe bastata un’emoticon per ordinare la droga attraverso lo smartphone

Cocaina ai pusher con l’app, giudizio immediato per il fornitore dei piccoli spacciatori

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Massimiliano Siddi

Il pm Massimiliano Siddi

L'avvocato Remigio Sicilia

Il difensore Remigio Sicilia

Viterbo – (sil.co.)- Spacciava cocaina con l’app, giudizio immediato per il presunto fornitore dei piccoli pusher del capoluogo.

E’ l’albanese 33enne arrestato nell’ambito dell’operazione Movimento, scattata il 10 maggio 2019, mentre trascorreva il venerdì sera in un locale del centro di Viterbo. In azione entrarono i carabinieri del Norm, che hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare del gip Rita Cialoni conducendo il giovane in carcere, dopo avere intercettato E.T., queste le iniziali, all’interno del bar Blitz di via della Sapienza.

Il processo si è aperto ieri, a meno di nove mesi dall’arresto, davanti al giudice Giacomo Autizi, al quale il difensore Remigio Sicilia ha chiesto di procedere col rito abbreviato condizionato all’ascolto di tre testimoni, tra i quali un avvocato, il giovane che lo avrebbe incastrato e un altro che sarebbe stato in auto con lui durante una delle presunte cessioni. 

Secondo l’accusa, il 33enne sarebbe stato tra i fornitori di una rete di piccoli pusher del capoluogo, il cui fermo in massa, nell’estate del 2018, avrebbe dato impulso all’indagine dei carabinieri, coordinati dal sostituto procuratore Massimiliano Siddi, che la primavera corsa ha chiesto il carcere. Sarebbe bastata un’emoticon per ordinare la droga attraverso lo smartphone. Una manina per  prenotare cinque grammi di cocaina. Utilizzando l’app “segreta” Signal, che cancella i messaggi dopo pochi secondi. Il cui uso non è però sfuggito agli investigatori che hanno condotto l’inchiesta.

Un sistema pratico, discreto e veloce l’app Signal che, secondo l’accusa, avrebbe permesso al “pusher dei pusher”di immettere sul mercato quantitativi anche nell’ordine di 50 grammi alla settimana, per introiti di migliaia di euro al mese.  L’albanese avrebbe provveduto, come scrivono in una nota i carabinieri che hanno ricostruito il modus operandi dell’arrestato, “con professionalità, a tutti gli aspetti logistici inerenti l’approvvigionamento, il trasporto e l’occultamento che, in alcuni casi, avveniva nelle campagne viterbesi, adottando scaltre condotte al fine di eludere i controlli delle forze dell’ordine”.

Il giudice, accogliendo la richiesta della difesa, ha rinviato il processo al prossimo 2 aprile.

Grazie al rito, in caso di condanna, l’imputato, tuttora sottoposto a misura cautelare, potrà beneficiare dello sconto di un terzo della pena.


Articoli: Cocaina ai pusher con l’app, il 32enne resta in carcere – Spacciava cocaina con l’app, resta in carcere il fonitore dei pusher – Droga con l’app, si difende il fornitore dei piccoli pusher – Un’emoticon per ordinare la droga… – Prendeva le ordinazioni della coca con un sms


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7 febbraio, 2020

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