Viterbo – Ecco le misure operative di carattere precauzionale per contenere e contrastare la diffusione del Coronavirus. Anche nella Tuscia. La direttiva è della presidenza del consiglio dei ministri e ieri pomeriggio il prefetto Giovanni Bruno, assieme alla task force della Asl coordinata dalla direttrice Daniela Donetti, l’hanno comunicata ai sindaci, ai vertici delle amministrazioni periferiche e alle organizzazioni sindacali e di categoria riunite nella sala Coronas del Palazzo del governo in piazza del comune a Viterbo.
Assieme al prefetto e alla direttrice della Asl, al tavolo della prefettura c’erano anche il questore di Viterbo Massimo Macera e i vertici delle forze di polizia. In sala la presidente del tribunale di Viterbo, Maria Rosaria Covelli, e il rettore dell’università degli studi della Tuscia, Stefano Ubertini.
“La direttiva della presidenza del consiglio dei ministri – ha spiegato il prefetto – fornisce le prime misure operative di carattere precauzionale per le amministrazioni pubbliche”. Vale a dire le regole che la pubblica amministrazione deve seguire per contenere il virus ed evitare che si diffonda anche da queste parti.
Viterbo – Coronavirus, l’incontro del prefetto con i sindaci
In caso di contagio, sul territorio scatteranno invece le misure previste dal decreto legge approvato dal governo il 23 febbraio. Misure che, come prevede il decreto, verranno assicurate dai prefetti i quali, per l’occasione, informando preventivamente il ministro dell’Interno, si avvarranno delle forze di polizia e, se necessario, delle forze armate, sentiti i competenti comandi territoriali.
Viterbo – Giovanni Bruno
Nel frattempo le indicazioni da seguire sono tutte contenute nella direttiva della presidenza del consiglio dei ministri numero 1 del 2020. Un provvedimento che comunque sia muove dal decreto del 23 febbraio, affidando di fatto “ogni misura di contenimento adeguata e proporzionata all’evolversi della situazione epidemiologica” alle autorità competenti. Ossia prefettura e Asl, chiamate a garantire le misure contenute nella direttiva della presidenza del Consiglio.
Si tratta infine di un provvedimento che riguarda le amministrazioni pubbliche. Tuttavia, vista la presenza delle organizzazioni sindacali e di categoria convocate anch’esse dal prefetto Giovanni Bruno, potrebbe rappresentare un punto di riferimento anche per contesti lavorativi e sociali esterni alla pubblica amministrazione.
Viterbo – Daniela Donetti
Ecco quindi le regole da seguire per contenere e contrastare in via precauzionale la diffusione del Coronavirus.
Ordinario svolgimento dell’attività amministrativa. “Le amministrazioni pubbliche continuano ad assicurare, in via ordinaria e ciascuna per la propria competenza, la normale apertura degli uffici pubblici e il regolare svolgimento di tutte le proprie attività istituzionali. Le amministrazioni, nell’ambito delle proprie competenze, assicurano l’applicazione delle misure oggetto della direttiva alle società a controllo pubblico e agli enti vigilati. La direttiva non riguarda i servizi per le emergenze e i servizi pubblici essenziali coinvolti nella gestione dell’emergenza epidemiologica in atto”.
Modalità di svolgimento della prestazione lavorativa. “Le amministrazioni, nell’esercizio dei poteri datoriali, privilegiano modalità flessibili di svolgimento della prestazione lavorativa, favorendo tra i destinatari delle misure i lavoratori portatori di patologie che li rendono maggiormente esposti al contagio, i lavoratori che si avvalgono di servizi pubblici di trasporto per raggiungere la sede lavorativa, i lavoratori sui quali grava la cura dei figli a seguito dell’eventuale contrazione dei servizi dell’asilo nido e della scuola dell’infanzia. Le amministrazioni sono invitate, altresì, a potenziare il ricorso al lavoro agile, individuando modalità semplificate e temporanee di accesso alla misura con riferimento al personale complessivamente inteso, senza distinzione di categoria di inquadramento e di tipologia di rapporto di lavoro”.
Obblighi informativi dei lavoratori. “I dipendenti pubblici e coloro che, a diverso titolo, operano presso l’amministrazione, qualora provengano da una delle aree interessate dal virus o che abbiano avuto contatto con persone provenienti dalle medesime aree sono tenuti a comunicare tale circostanza all’amministrazione, anche per la conseguente informativa all’autorità sanitaria competente ai fini della salvaguardia della salute del luogo di lavoro”.
Viterbo – Coronavirus, l’incontro del prefetto con i sindaci
Eventi aggregativi di qualsiasi natura e attività di formazione. “Le amministrazioni svolgono le iniziative e gli eventi aggregativi di qualsiasi natura, così come ogni forma di riunione e attività formativa (quali convegni, seminari di aggiornamento professionale, ecc.) privilegiando modalità telematiche o tali da assicurare, in relazione all’entità dell’emergenza epidemiologica, un adeguato distanziamento, secondo le indicazioni fornite dall’istituto superiore di sanità, come misura precauzionale. Con riferimento alle amministrazioni che forniscono servizi di mensa o che mettono a disposizione dei lavoratori spazi comuni, si evidenzia l’opportunità di adottare apposite misure di turnazione tali da garantire l’adeguato distanziamento”.
Missioni. “Le amministrazioni garantiscono lo svolgimento delle missioni nazionali e internazionali ritenute indispensabili o indifferibili rispetto alla propria attività istituzionale ovvero volte ad assicurare la partecipazione a riunioni organizzate o convocate dall’Unione europea o dagli organismi internazionali di cui l’Italia è parte, promuovendo negli altri casi modalità di partecipazione in call conference o sistema similare. Le sole aree verso le quali è opportuno escludere i viaggi di missione sono indicate dal ministero per gli affari esteri e la cooperazione internazionale di intesa con il ministero della Salute”.
Procedure concorsuali. “Nello svolgimento delle procedure concorsuali le amministrazioni adottano le opportune misure organizzative volte a ridurre i contatti ravvicinati tra i candidati, garantendo comunque la necessaria distanza di sicurezza, durante la fase dell’accesso e dell’uscita dalla sede, dell’identificazione e dello svolgimento delle prove. Le amministrazioni che hanno in corso di svolgimento procedure concorsuali rispetto alle quali non sia già stato reso noto il calendario delle prove concorsuali, preselettive e scritte, in collaborazione con il dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria locale competente per territorio, valutano l’eventuale necessità di riprogrammare le date di svolgimento delle prove di concorso, in ragione dell’evoluzione dell’emergenza sanitaria e tenuto conto della provenienza territoriale e del numero massimo dei candidati attesi. Le amministrazioni che hanno reso noto il calendario di prove concorsuali preselettive e scritte forniscono adeguata e sollecita informativa alle autorità ai fini delle eventuali determinazioni di competenza, comunicando la sede, le date programmate per lo svolgimento delle prove, nonché il numero e la provenienza territoriale in termini di residenza e/o domicilio dei candidati”.
Viterbo – Giovanni Bruno, Massimo Macera e Andrea Antonazzo
Ulteriori misure di prevenzione e informazione. “Negli uffici adibiti al ricevimento del pubblico o in generale nei locali frequentati da personale esterno, si raccomanda di evitare il sovraffollamento anche attraverso lo scaglionamento degli accessi e di assicurare la frequente aerazione degli stessi, di curare che venga effettuata da parte delle ditte incaricate un’accurata pulizia e disinfezione delle superfici ed ambienti, di mantenere un’adeguata distanza con l’utenza. Le amministrazioni pubbliche provvedono a rendere disponibili nei propri locali, anche non aperti al pubblico, strumenti di facile utilizzo per l’igiene e la pulizia della cute, quali ad esempio dispensatori di disinfettante o antisettico per le mani, salviette asciugamano monouso, nonché, qualora l’autorità sanitaria lo prescriva, guanti e mascherine per specifiche attività lavorative, curandone i relativi approvvigionamenti e la distribuzione ai propri dipendenti e a coloro che, a diverso titolo, operano o si trovano presso l’amministrazione. Le amministrazioni pubbliche espongono presso gli uffici aperti al pubblico le informazioni di prevenzione rese note dalle autorità competenti e ne curano la pubblicazione nei propri siti internet istitituzionali”.
Viterbo – Coronavirus, l’incontro del prefetto con i sindaci
Altre misure datoriali. “Le pubbliche amministrazioni favoriscono la diffusione in tempo reale o comunque con la massima celerità tra i propri dipendenti, anche utilizzando gli strumenti telematici di comunicazione interna (come ad esempio: sito internet, intranet, newsletter, messaggistica per telefonia mobile), delle informazioni disponibili, con particolare riferimento alle indicazioni e ai comportamenti da seguire, sui seguenti siti: ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità.
In particolare, si rammentanto le seguenti raccomandazioni elaborate dal ministero della Salute:
Lavarsi spesso le mani.
Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute.
Non toccare occhi, naso e bocca con le mani.
Coprire bocca e naso se si starnutisce o se si tossisce.
Non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico.
Pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol.
Usare la mascherina solo se si sospetta di essere malato o se si assistono persone malate.
I prodotti made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi.
Contattare il numero verde 1500 se si ha febbre o tosse e si è tornati dalla Cina da meno di 14 giorni.
Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus.
Le amministrazioni sensibilizzano i dipendenti che dovessero presentare sintomi, anche lievi, che possono essere indicativi di eventuale infezione, quali febbre, tosse, difficoltà respiratoria, stanchezza, dolori muscolari, ad evitare di accedere direttamente alle strutture di Pronto Soccorso del SSN rivolgendosi, invece, telefonicamente al proprio medico curante o al numero nazionale di emergenza 112 o al numero verde 1500 del ministero della Salute”.
Viterbo – Coronavirus, l’incontro del prefetto con i sindaci
Monitoraggio. “Le amministrazioni comunicano tempestivamente al Dipartimento della funzione pubblica a mezzo PEC al seguente indirizzo: protocollo_dfp@mailbox.governo.it le misure adottate in attuazione della presente direttiva. La presente direttiva potrà essere integrata o modificata in ragione dell’evoluzione dell’emergenza sanitaria”.
Daniele Camilli
Fotocronaca: L’incontro con sindaci, amministrazioni e organizzazioni – La riunione del comitato ordine e sicurezza pubblica – La situazione a Proceno – …e quella ad Acquapendente
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– Le indicazioni della Asl di Viterbo
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