Bassano Romano – (sil.co.) – “È vero, dopo il divieto di avvicinamento sono passato in palestra altre tre volte”, ammette in aula l’imprenditore cinquantenne di Bassano Romano già condannato per stalking per avere diffuso foto hard su internet e in paese di una donna sposata di cui si era invaghito una decina di anni fa e che lo aveva rifiutato.
Parti civili con l’avvocato Giovanni Labate la vittima è il marito, l’uomo è finito nuovamente a processo davanti al giudice Giacomo Autizi, sempre per stalking, perchè, mentre era in corso il precedente processo (finito nel 2014 con una condanna in primo grado a due anni e mezzo e 25mila euro di risarcimento) si venne a sapere in aula che continuava ad andare nella palestra frequentata dalla donna e dal figlio, per cui il giudice Silvia Mattei decise l’aggravamento della misura disponendo gli arresti domiciliari.
Ieri le ammissioni dell’imputato, difeso dall’avvocato Enrico Zibellini.
“È vero, sono passato in palestra tre volte dopo essere stato colpito dalla misura del divieto di avvicinamento, ma solo perchè, essendo anche io iscritto, volevo spiegare alla titolare dell’allontanamento, poi per salutare l’istruttore, infine per sapere gli orari della donna e del figlio in modo da evitare di incontrarli”, ha detto.
Sentito l’imputato, il processo si avvia verso la discussione e la sentenza.
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