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Tribunale - Condannata la Asl - La vittima è inferma da quando aveva 78 anni - Assolto il chirurgo di Belcolle

In carrozzina per una colecisti, maxirisarcimento di oltre 300mila euro a un ultraottantenne

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Angelo Di Silvio

L’avvocato Angelo Di Silvio – Difensore della vittima e della figlia

Tribunale - Il professor Mauro Bacci

Il professor Mauro Bacci – Il perito dell’incidente probatorio, secondo cui fu colpa dell’elettrobisturi

Viterbo – (sil.co.) – In carrozzina per una colecisti, condannata a un maxi risarcimento la Asl di Viterbo.

Per un caso di malasanità risalente al 2012, l’azienda sanitaria di via Enrico Fermi dovrà sborsare complessivamente qualcosa come circa 400mila euro. 

Il 19 giugno il tribunale civile di Viterbo ha disposto un risarcimento di 317.800 euro a favore della vittima, un anziano di Soriano nel Cimino assistito dall’avvocato Angelo Di Silvio.

La Asl, inoltre, dovrà versare 31.780 euro di risarcimento a favore della figlia, oltre a dover pagare il costo della consulenza tecnica d’ufficio, 27.803 euro di spese e gli interessi legali della pubblicazione della sentenza fino al saldo.

Il chirurgo, difeso dall’avvocato Giuliano Migliorati, è stato nel frattempo assolto, il 3 marzo 2018 dal giudice Giacomo Autizi, dall’accusa di lesioni colpose gravissime, a distanza di sei anni dal banale intervento alla colecisti effettuato il 10 luglio 2012 a Belcolle, sfociato in tragedia per un uomo, che all’epoca aveva 78 anni, di Soriano nel Cimino. Durante l’operazione gli fu perforato l’intestino e nel giro di poche ore finì prima in setticemia e poi in coma.

Ma secondo quanto stabilito in sede penale, non fu colpa di un errore medico.

Operato d’urgenza una seconda volta, l’uomo, che oggi ha 86 anni, rimase per venti giorni in rianimazione. Entrato sulle sue gambe in ospedale per un intervento di routine, il pensionato ne è uscito sulla sedia a rotelle, senza tornare mai più a deambulare. Al suo ingresso, godeva di ottima salute.

Già prima della sentenza del processo penale contro il professionista, in seguito all’incidente probatorio, era emerso come, secondo il perito del tribunale, il professor Mauro Bacci, a provocare le lesioni fosse stato l’elettrobisturi usato durante l’intervento. Tanto che la stessa procura aveva chiesto l’archiviazione, ma la famiglia si oppose e il processo è andato avanti. 

La vittima, nel frattempo, è ricorsa in sede civile, chiedendo per l’appunto un maxi risarcimento di decine di migliaia di euro direttamente alla Asl, per cui non si è costituita in sede penale contro il chirurgo.


Articoli: In carrozzina per una colecisti, assolto il chirurgo – Intestino perforato, alla sbarra chirurgo di Belcolle – In coma dopo l’operazione, chiesti 800mila euro alla Asl – Operato alla cistifellea resta in coma tre mesi


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24 giugno, 2020

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