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“L’anno scorso i commercianti hanno riempito la piazza di tavoli, oggi protestano perché ci vogliono le auto…”

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Viterbo - Piazza del Gesù

Viterbo – Piazza del Gesù

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Sono un residente del centro storico. Leggo con estremo rammarico la notizia delle proteste dei commercianti sui nuovi orari della ztl e della loro richiesta di aprire tutto.

Una doverosa premessa per rinfrescare la memoria. Nel 2007 pochi, sparuti, residenti cominciarono la battaglia per la progressiva chiusura del centro storico e per liberare piazza del Gesù, piazza della Morte, piazza Scacciaricci e le vie dal traffico e dalla sosta autorizzata e da quella selvaggia. Con la ferma opposizione dei commercianti.

Da allora, passo dopo passo, il centro è stato progressivamente e con estrema fatica liberato dalle auto. Si è conquistata la bellezza del vivere all’aperto e sono arrivati i turisti e tornati i viterbesi. Ecco gli ascensori, la nuova valle Faul e finalmente una politica un poco più lungimirante.

Fino all’anno scorso il Labirinto e il 13gradi, che oggi protestano, coprivano con i loro tavoli due terzi di piazza del Gesù libera dalle auto. E la gente era tantissima. Per noi residenti, il prezzo di vivere in un centro storico finalmente vivo e a misura d’uomo, attraversato dagli avventori dei locali che si godono anche la vista delle abitazioni da noi ristrutturate, è l’impossibilità di trovare parcheggio, la sosta selvaggia, la sporcizia, l’incuria. Ma lo abbiamo accettato e subìto in silenzio, sempre nella speranza che cambiasse la mentalità dei tanti scellerati che insistono a ritenere che l’auto sia il solo mezzo con cui muoversi in centro.

Poi è scoppiata la pandemia e con essa la tragedia delle strade vuote e del lavoro fermo. E’ arrivata la proposta del sindaco che chiede ai residenti di rinunciare alle conquiste per favorire le attività commerciali. Giusto. Sono stati colpiti dalla crisi in modo duro, proviamo questa soluzione, poi si vedrà.

Ma ecco la risposta di alcuni commercianti. Un agghiacciante salto nel passato. Auto ovunque e sempre. Perché, diciamo la verità, a chi protesta non interessa il passaggio dell’auto. Interessa che l’auto si fermi vicino al locale. Ovunque sia fisicamente possibile.

Se vi fate un giro, in questi giorni di apertura non ci sono più macchine che transitano. Ci sono solo più macchine parcheggiate in tutte le piazze e le strade del centro. Si è moltiplicata la sosta in zona vietata e le doppie file e chi cammina deve tornare a scansare le macchine che corrono libere. E la storia si ripete. Questa volta non andranno via i commercianti, ma i residenti come me, stanchi di essere presi in giro.

Come se anche noi non pagassimo le tasse e non avessimo diritto a non essere investiti sotto casa o a non avere le auto davanti al portone giorno e notte. Poi quando torneranno i turisti, perchè torneranno, spiegatelo voi, vergognandovi, che Viterbo è l’unico città che tratta il centro storico in questo modo.

Andrea Maria Felici


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