Viterbo – “Piscina comunale, l’amministrazione sta prendendo una strada pericolosa”. Per l’impianto natatorio, Sergio Insogna (Fondazione) mette in guardia la sua stessa maggioranza.
Il grado eventuale di pericolosità si vedrà, mentre quello dell’inclinazione è certo. La strada è tutta in salita.
Ritirata la delibera per costituire un centro federale da affidare alla Fin, perché modificando il regolamento si erano dimenticati un passaggio in cui l’impianto era comunque vincolato a procedura di gara per la gestione, la pratica è tornata stamani in prima e quarta commissione.
Seduta non proprio liscia, con il segretario generale Puopolo chiamato in causa a più riprese sulle procedure.
Su un atto così delicato e sul quale l’opposizione tiene alta l’attenzione, la maggioranza ha inciampato e continua a tentennare. E lo stesso Insogna ha votato contro.
“Impedire ad altri di partecipare può essere oggetto di contestazione – dice Insogna – non condivido le modifiche ad personam per raggiungere obiettivi. Non sempre il fine giustifica i mezzi”.
La variazione riguarda l’istituzione dei centri federali, anticamera dell’affidamento alla Federazione italiana nuoto. “Una strada pericolosa – mette in guardia Insogna – porta a una gestione personalistica degli impianti sportivi.
Il prossimo che viene eletto lo affida a chi gli pare. Il regolamento come concepito era una garanzia, anche per l’utilizzo da parte delle associazioni sportive giovanili e dilettantistiche cittadine. Vengono meno le finalità sociali e gli obiettivi di promozione sportiva che un amministrazione da statuto dovrebbe garantire ad associazioni sportive che operano sul territorio comunale.
Approvando a suo tempo il regolamento, avevamo concepito regole di salvaguardia che per effetto delle modifiche vengono meno”.
Le realtà sportive locali che hanno poche risorse a disposizione, ne risentiranno. “Il mio voto contrario nasce da queste valutazioni, adesso si vuole cambiare prospettiva e interlocutori a danno delle associazioni cittadine”.
Modifiche con figuracce annesse. “La maggioranza – tuona Alvaro Ricci (Pd) – non sente nemmeno i consigli costruttivi dell’opposizione, procede alla rinfusa, con atti confusi. La seconda delibera che è stata prodotta è stata ritirata.
Lo avevo detto in consiglio comunale e la proposta è stata bocciata. Perché il centrodestra vota no a prescindere. Salvo poi essere costretti ad ammettere i propri errori”.
C’è un altro aspetto. La delibera rivista e corretta è tornata in commissione con il bollino dell’urgenza.
“Urgenza per cosa? Perché va fatto l’affidamento alla Fin, visto che tra venti giorni scade la terza proroga? Questa non è una ragione d’urgenza”. Adesso si torna in consiglio comunale. Di nuovo.
Giuseppe Ferlicca
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