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Caserma Levante - Il gip di Piacenza respinge le richieste delle difese dei carabinieri arrestati il 22 luglio

“Rischio inquinamento delle prove”, i militari indagati restano in carcere

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Gli arresti a Piacenza

Gli arresti a Piacenza

Piacenza – “Rischio di inquinamento delle prove” e il gip del tribunale di Piacenza respinge le richieste di scarcerazione dei sei carabinieri della caserma Levate arrestati il 22 luglio scorso. 

Dopo gli interrogatori di garanzia, oggi è arrivata la decisione: pur ritenendo attenuato il rischio di reiterazione del reato dal momento che gli indagati sono stati sospesi dal servizio, per il giudice resterebbe in piedi la possibilità dell’inquinamento probatorio proprio perché l’inchiesta è ancora in corso. 

I carabinieri sono stati arrestati la settimana scorsa per accuse che vanno dallo spaccio di droga ad arresti illegali, passando per torture e lesioni personali. Secondo quanto emerso dalle indagini degli inquirenti, a lungo i militari nella caserma di via Scaccialupo, avrebbero organizzato festini hard, fatto sparire parte della droga sequestrata per rivenderla attraverso una rete di spacciatori e torturato pusher per costringerli a rilasciare “false dichiarazioni spontanee”, cioè ammissioni di reati di spaccio mai commessi.  

A finire in carcere Giacomo Falanga, Angelo Esposito, Daniele Spagnolo, Salvatore Cappellano e Giuseppe Montella, considerato dal gip al vertice del sistema criminale. L’appuntato – si legge nell’ordinanza – era convinto di poter tenere “qualunque tipo di comportamento, vivendo al di sopra della legge e di ogni regola di convivenza civile”. Ai domiciliari è finito invece il maresciallo Marco Orlando, comandante della stazione. 

 


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30 luglio, 2020

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