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L'opinione del sociologo - Una riflessione sui punti di vista personali e la loro influenza nella scelta dei parametri di valutazione

Perché le classifiche qualità della vita sono così diverse tra loro? Ce lo spiegò Weber…

di Francesco Mattioli
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Viterbo - Francesco Mattioli

Viterbo – Francesco Mattioli

Viterbo – Graduatorie di qualità della vita e centenario della morte di Max Weber: che ci azzeccano assieme?

Allora, vediamo… Il sole 24 ore classifica Viterbo al 58esimo posto nella sua speciale graduatoria di qualità della vita, abbondantemente a distanza dalla zona retrocessione. E, addirittura nell’élite dei migliori per affari e lavoro, del che saranno sollevati quegli scontenti dei commercianti del centro storico, sempre a lamentarsi che sono sull’orlo del fallimento.

Un sospiro di sollievo. Tra tante classifiche disgraziate, come quelle che certificano le cattive sorti della Viterbese calcio, sull’orlo della retrocessione (come la mia cara Fiorentina, ahimè), della Ferrari doppiata sui circuiti di mezzo mondo, e della stessa Viterbo secondo le graduatorie di qualità della vita di Italia Oggi.

Queste benedette classifiche… Ma non era Pordenone la migliore, quest’anno? E adesso si ritrova decima. Per fortuna, una conferma resta: chi sta in cima alla graduatoria, la qualità della vita come minimo non se la gode granché. Come accade alla vincente Pordenone di Italia oggi, teatro di un alto numero di suicidi, e alla vincente Bologna del Sole 24 ore, che è tra le città dove si vendono più antidepressivi e tranquillanti.

Meno male che i sociologi festeggiano i cento anni della morte di Max Weber, uno dei fondatori della sociologia moderna. Meno male, perché tra le tante cose insegnate dal sociologo ed economista tedesco, c’è l’avvertimento che occorre stare attenti, nello studio della società, a controllare i personali punti di vista, che rischiano di “scontare” i risultati piegandoli a impressioni e scelte soggettive.

Weber ammetteva che delle proprie idee non si può fare a meno. Anzi, servono allo studioso per orientare e motivare la ricerca, che altrimenti diventa un procedere cieco, senza “intenzione”. Ma consigliava di verificare che le proprie idee e i propri valori indirizzassero, non influenzassero l’analisi.

Rimproverava a Marx di aver elaborato un concetto di classe troppo economicista, sopraffatto da un approccio ideologico allo studio della stratificazione sociale, e rivendicava l’esistenza dei ceti, che si differenziano per le idee, gli stili di vita, non solo per la posizione rispetto al possesso dei mezzi di produzione.  

Insomma, se parti da certi presupposti, poi questi ti portano sulla strada che t’interessa percorrere, che non è necessariamente la migliore, la più corretta in assoluto. E un conto è fare una passeggiata, e un conto è condurre un’analisi sociale, che necessita di rigore scientifico, quindi di condivisione metodologica.

Così, pare proprio che ci azzecchi, tra celebrare Weber e valutare le classifiche di Italia oggi o Il sole 24 ore sulla qualità della vita, dove cambiano i criteri di scelta e di misurazione degli indicatori, e quindi i vincitori, le élite, i giudizi.

D’altronde oggi si fa tanto conto sugli algoritmi per analizzare la realtà che ci circonda e soprattutto per identificare un possibile futuro, adottando complessi calcoli matematici. Eppure tutto dipende dalla scelta dei parametri di partenza, una scelta motivata su un piano teorico talvolta soggettivo e perfino ideologico.

Aveva proprio ragione nonno Weber (e con lui babbo Ferrarotti, che lo ha fatto conoscere meglio a tutti i sociologi italiani): il nodo cruciale della ricerca non sta soltanto nella procedura – da giustificare sul piano logico-metodologico – ma soprattutto nel risolvere la delicata equazione tra il sé del ricercatore e la necessità di giungere a un risultato scientifico condiviso, convenzionalmente “oggettivo”.

Oggi, grazie alla meccanica quantistica, se ne sono accorti perfino gli studiosi delle cosiddette scienze dure, fisici e chimici in testa.

Francesco Mattioli


Articoli: Italia oggi: Qualità della vita, Viterbo scivola verso il fondo – Il sole 24 ore: Qualità della vita, la Tuscia guadagna quindici posizioni


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19 dicembre, 2020

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