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Bilanci 2020 - Politica - Intervista al senatore di FI Francesco Battistoni

“In via di approvazione la legge, a mia prima firma, per sostenere la filiera del latte d’asina”

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Francesco Battistoni

Francesco Battistoni


Viterbo – “In via di approvazione la legge, a mia prima firma, per sostenere la filiera del latte d’asina”. Francesco Battistoni, senatore di Forza Italia, racconta questo anno che si sta concludendo. Ringrazia prefetto, forze dell’ordine, direttore generale dell’Asl, medici, infermieri, volontari e tutto il personale sanitario e amministrativo per la gestione della pandemia e augura che il 2021 possa regalare a tutti un ritorno alla normalità.

Come possiamo descrivere questo 2020?
“Fortunatamente – dice Battistoni – si è concluso ed è un gran bene per tutti. Scherzi a parte, il 2020 è stato un anno davvero complicato, difficile, indigesto per ognuno di noi. La crisi sanitaria, a cui si è aggiunta, inevitabilmente, quella economica, ha colpito duramente e profondamente la società italiana, rendendo ancora più evidenti e nette le differenze sociali”.

La situazione pandemica poteva essere gestita meglio? Come giudica l’azione del governo?
“Trovarsi in questa situazione non è augurabile a nessuno e oggettivamente ha colto tutti impreparati. Mentre, però, per la prima fase abbiamo avuto fiducia e mostrato tutti grande comprensione, per la seconda, quella iniziata d’estate per intenderci, non ci sono scuse: è stata gestita davvero male. Abbiamo trascorso mesi a discutere dei banchi con le rotelle nelle scuole e nel frattempo le discoteche erano aperte a pieno regime e nessuno parlava del trasporto pubblico. Ecco, questo è ampliamente contestabile al governo: non ha saputo gestire la seconda ondata già prevista da tutti ed ha voluto fare tutto da solo, senza considerare le nostre proposte. Ricordo ancora gli Stati Generali di Villa Pamphilj, un momento abbastanza ridicolo, soprattutto col senno di poi, per questa maggioranza”.

Quali obiettivi ha portato avanti e raggiunto in questi mesi?
“Quest’anno è stato molto particolare, anche da un punto di vista lavorativo. Come opposizione ci siamo battuti molto per ottenere il coinvolgimento del Parlamento nella discussione sui provvedimenti di emergenza. Pertanto, il lavoro principale è stato quello emendativo dei decreti legge di conversione dei famosi Dpcm. Fra tutti, l’estensione dei termini di pagamento delle imposte fiscali, la possibilità di accedere alla Cig e l’aumento dei fondi dedicati per i ristori. L’ultimo voto sullo scostamento di bilancio, infine, ha visto Berlusconi protagonista ed abbiamo incassato la promessa di un semestre bianco e la possibilità di ristori veri per gli autonomi. Un risultato straordinario.

Per quanto riguarda i lavori della Commissione Agricoltura, ho portato avanti la questione relativa al risarcimento dei danni provocati dalla fauna selvatica, l’implementazione del fondo per il risarcimento dei danni causati da calamità naturali, ma, soprattutto, sono contento che sia in via di approvazione la legge, a mia prima firma, per sostenere la filiera del latte d’asina, il sostituto del latte materno più tollerato dai bambini prematuri, oggi difficilmente reperibile”.

E’ vicepresidente della commissione Agricoltura. Qual è la situazione del settore, in particolare nella nostra provincia?
“L’agricoltura, durante questa pandemia, ha avuto modo di dimostrare la sua centralità, sia sotto il profilo economico che sociale, ma anche o soprattutto la sua resilienza. Ricordo, infatti, che questo comparto è stato uno dei pochi a non chiudere mai, neanche durante il lockdown generalizzato di marzo. Come gli altri, però, ha dovuto affrontare molte difficoltà: dalla mancanza di personale, alla chiusura dei canali HO.Re.Ca. (hotel, ristoranti, catering), passando per l’emergenza climatica. Il governo, però, è rimasto sordo alle nostre proposte, come quella di introdurre i voucher in agricoltura, proponendo, invece, la tanto discussa ( e inutile) sanatoria dei migranti, facendo una pessima figura con tutto il comparto e la filiera agricola.

Per quanto riguarda il nostro territorio, la maggior parte delle imprese è riuscita a reagire. Viviamo in una terra bellissima, dove gli imprenditori agricoli hanno retto bene. È chiaro che un altro anno in queste condizioni sarebbe drammatico, anche per la nostra provincia, ma dobbiamo rimanere fiduciosi”.

Cosa porterà avanti nel 2021, le sue priorità?
“Nel 2021, la vera sfida sarà ripartire. Per questo, la mia priorità sarà seguire con la massima attenzione l’andamento dell’epidemia, soprattutto in relazione alle esigenze del comparto agricolo italiano. Come sempre cercherò di essere presente sul territorio, di stare vicino alle famiglie ed ai nostri amministratori locali, che hanno dimostrato grandissime capacità di gestione ed hanno fatto la differenza durante i momenti più critici della pandemia.

Il nostro tessuto economico va preservato, perché ha enormi potenzialità. L’obiettivo è portare i cittadini viterbesi in parlamento: le loro esigenze, le loro obiezioni, le loro idee. Continuerò ad essere sempre disponibile a parlare con l’esecutivo dei problemi della Tuscia”.

Un augurio per il nuovo anno?
“Che tutto torni alla normalità, che la gente possa tornare ad abbracciarsi e vivere una vita normale. Abbiamo bisogno di riprendere in mano la nostra libertà. La speranza è che il 2021 ci faccia questo regalo. Sono fiducioso, però, che con la distribuzione del vaccino, potremmo presto archiviare questo brutto momento.

Infine, più che un augurio, credo sia doveroso un ringraziamento, al prefetto, alle forze dell’ordine, al direttore generale dell’Asl, ai medici, infermieri, volontari e a tutto il personale sanitario e amministrativo, senza il cui immenso sforzo, non saremmo riusciti a superare questa tragica situazione”.


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