Viterbo – “Il mio sogno è realizzare una nuova scuola superiore su Viterbo, utilizzando anche le risorse che ci sono state date dal ministero”. E’ l’obiettivo del presidente della provincia di Viterbo, Pietro Nocchi, per il 2021.
“L’individuazione della zona – ha poi aggiunto Nocchi – la dobbiamo concordare con il comune, di certo abbiamo la possibilità economica di progettazione e di realizzazione. Il sogno del 2021 è vedere il progetto definitivo ed esecutivo già pronto”.
Intervista di fine anno al presidente della provincia. Covid, criticità, investimenti. E sua Talete, “l’unica strada da percorrere è quella di un progetto condiviso nell’interesse del territorio e dei cittadini”.
Viterbo – Il presidente della provincia Pietro Nocchi
Presidente Nocchi, quali sono stati gli aspetti che più di tutti hanno caratterizzato la sua attività durante il 2020?
“Un anno iniziato a dicembre del 2019 quando abbiamo approvato un bilancio che ci ha dato subito uno strumento operativo immediato. A partire da gennaio. Per realizzare opere importanti di cui il territorio ha bisogno. Strade, scuole e altre tipologie di lavori sul nostro patrimonio. Siamo partiti con un bilancio di 20 milioni e poi, grazie ai finanziamenti ottenuti, siamo arrivati a 31 milioni di euro. Poi come presidente della provincia, il mio ricordo alle prime notizie che arrivavano sul Covid quasi un anno fa, e alle prime riunioni in prefettura. Le prime preoccupazioni che poi sono diventate preoccupazioni a tempo pieno con l’avvio dell’emergenza. Che per noi ha significato anche lo stop dei cantieri in corso”.
Quali sono state le conseguenze del Covid sull’azione della provincia e come l’ha cambiata?
“All’inizio, quando non avevamo ancora conoscenza e strumenti, ricordo le telefonate che ci facevamo ogni sera con tutti i sindaci. E ricordo la preoccupazione e l’ansia. Una situazione che ha permesso anche di instaurare un rapporto più profondo con i sindaci. Poi l’analisi dei Dpcm, le soluzioni da trovare, le mascherine che mancavano…è stato un periodo talmente intenso che abbiamo anche dimenticato le differenze politiche. E questa cosa ha portato pure all’accordo in provincia con tutte le forze politiche che si sono unite per affrontare insieme l’emergenza. E il primo passaggio è stato il bilancio dello scorso anno. Un percorso che ci ha visto insieme fino a pochi giorni fa, quando Lega e Fratelli d’Italia sono usciti dalla maggioranza, astenendosi sul bilancio. Un dato molto importante e una scelta che ho apprezzato molto. Frutto di un lavoro condiviso che durante il 2020 ci ha permesso di fare un investimento di 31 milioni di euro”.
Su cosa sono stati investiti?
“Nella maggior parte dei casi gli investimenti hanno riguardato le strade e le scuole della provincia. Forniamo poi tanti servizi ai comuni. Ad esempio abbiamo dato alle amministrazioni una piattaforma per gli acquisti sotto i 40 mila euro. Abbiamo anche appaltato 36 milioni di investimenti ai comuni. E ad oggi aderiscono alla stazione appaltante della provincia oltre 30 comuni. Nel 2017 erano solo 7. Stiamo lavorando per far tornare la provincia un ente di riferimento per il territorio. Anche nei rapporti istituzionali con le regioni e il governo. Fino a poco tempo fa se chiedevi cosa fosse la provincia, ti rispondevano che le province non esistevano più. Adesso credo invece che le cose siano diverse. E questo grazie agli investimenti e alla vicinanza dei sindaci. Un lavoro che ha riguardato tutti i settori, con l’obiettivo di cercare e aumentare le risorse”.
Viterbo – Palazzo Gentili, sede della provincia
Quali sono state le maggiori criticità del 2020, Covid a parte?
“Penso alle infrastrutture che devono essere completate e penso alla Sp77 che collega Castel Sant’Elia a Civita Castellana. In tal caso abbiamo già delle risorse messe in campo. Una strada che per 10 anni ha avuto tanti problemi e che può rappresentare invece un valido collegamento, anche con l’ospedale. Una strada per la quale abbiamo previsto un intervento di 690 mila euro della provincia. Ed è una scelta importante per un ente che ha subito tanti tagli. E’ una strada che speriamo di aprire il prima possibile. Stessa cosa per Acquabianca dove siamo intervenuti per la messa in sicurezza. Speriamo di poter riaprire anche il Ponte dell’Abbadia”.
Quali saranno invece i maggiori investimenti che farà la provincia nel 2021?
“Gli investimenti maggiori sono sulle scuole, 20 milioni di euro. E da gennaio partiremo con le gare per l’aggiudicazione. Parlo di palestre, aule magne, sistemazione degli infissi, studio di vulnerabilità sismica. Finanziamenti importanti. Non solo, ma forse, il prossimo anno cercheremo di tornare a fare mutui, e la situazione di bilancio ce lo consente”.
Un suo obiettivo come presidente della provincia?
“Il mio sogno è realizzare una nuova scuola superiore su Viterbo, utilizzando anche le risorse che ci sono state date dal ministero. L’individuazione della zona la dobbiamo concordare con il comune, di certo abbiamo la possibilità economica di progettazione e di realizzazione. Il sogno del 2021 è vedere il progetto definitivo ed esecutivo già pronto”.
E gli istituti superiori sono pronti per la riapertura del 7 gennaio?
“Le scuole superiori erano pronte già dopo il lockdown. E di questo ringrazio i dirigenti scolastici e il personale della provincia. Anche adesso le scuole sono pronte. Vediamo quale sarà la percentuale. Nel frattempo abbiamo preso nuovi spazi per l’Orioli e il Buratti e stiamo valutando la stessa cosa per l’istituto Santa Rosa. Il settore scuola ha funzionato da diversi punti di vista, da quello degli interventi realizzati fino a quello della programmazione”.
Viterbo – Primo giorno di scuola
Lega e Fdi sono usciti dalla maggioranza, quale sarà il suo rapporto con l’opposizione da qui in avanti?
“Il lavoro fatto insieme è stato importante e ha permesso di andare avanti e bene per tutto il 2020. Inoltre l’astensione al bilancio fa capire quanto ci sia ancora un margine per condividere scelte importanti”.
Perché secondo lei Fabio Valentini di Beni comuni ha votato contro il bilancio?
“Come gli ho pure detto di persona, la sua è una scelta un po’ strana. Da un lato abbiamo un progetto importante che stiamo condividendo con il comune di Montalto ed è strano votare contro qualcosa di cui è responsabile. Dall’altro noto, soprattutto sui giornali, la sua volontà di esternare un po’ la pancia pur sapendo che la realtà è un altra. E’ stato vice presidente e lo sa bene. Invece ha votato contro, anche contro i debiti fuori bilancio senza una spiegazione. Votare contro un bilancio fatto di investimenti, la cui gran parte viene dal Miur o dalla regione, cioè finanziamenti su opere, mi sembra un controsenso”.
Viterbo – L’assemblea dell’Ato a Palazzo Gentili
Come va a finire, secondo lei Talete 4e cosa si aspetta dal rinvio dell’assemblea dei sindaci al 14 gennaio?
“Talete rappresenta la difficoltà che abbiamo come provincia nel dare delle priorità. Cioè individuare terreni dove non ci possono essere divisioni. Talete in questi anni ha comunque garantito le necessità poste dalla legge Galli, con la creazione dell’Ato e una redistribuzione della risorsa in egual modo. Adesso bisogna mettersi seduti e trovare soluzioni che rispettino le norme e al tempo stesso garantiscono una tutela a chi si prende delle responsabilità. Siamo noi sindaci i primi a metterci la faccia, e dobbiamo rappresentare tutti i cittadini rispettando tutte le norme. Quando votiamo, però, non siamo sindaci, ma siamo soci. E ci sono altre norme da rispettare. Spesso invece sento parlare di questa tematica persone che questa responsabilità non ce l’hanno oppure ce l’hanno avuta in passato e ora fanno finta di niente. C’è bisogno di un ragionamento importante per scelte condivise. In vista del 14 gennaio mi auguro che vengano messe da parte posizioni ideologiche, per paura di fare delle scelte, lasciando spazio a una soluzione unitaria su un tema importante come quello del servizio idrico integrato. Nessuno vuole un aumento delle bollette, ma se noi come comuni non andiamo tutti e 60 forti dell’idea di tutelare i cittadini, non ci saranno altre possibilità”.
Lei è favorevole o contrario all’aumento delle tariffe dell’acqua?
“Sono favorevole a una scelta condivisa. Gli aumenti vengono dati dall’Arera, un ente indipendente. Non siamo noi a decidere gli aumenti. Vengono decisi da Arera. Noi decidiamo le necessità della società Il 14 dobbiamo prendere atto di una cosa”.
Quale?
“Rispettare quello che ci viene chiesto, oppure non farlo con tutte le possibili conseguenze che non possiamo non prendercele tutte”.
Quali sarebbero le conseguenze di una mancata approvazione dell’aumento delle tariffe dell’acqua?
“Le conseguenze possono essere diverse. Innanzitutto, la possibile fine della società. La nostra è l’unica società al 100% pubblica. I soci sono i comuni. Nelle altre provincie Acea ha il 49%. Noi siamo gli unici che hanno il totale controllo. Forse ci siamo permessi di fare quello che non potevamo permetterci di fare? Dopo 14 anni di storia di Talete ci sarebbero domande da fare. Ma adesso non è questo il punto. Il punto è trovare una soluzione. Ad esempio i dearsenificatori costano 10 milioni di euro l’anno e ricadono sulla bolletta. Mettendo da parte, adesso, le scelte che sono state fatte, giuste o sbagliate, il 14 gennaio ci riusciamo a fare una scelta condivisa e a portarla avanti per il bene del servizio idrico della Tuscia. Questo è quello che io mi aspetto da qui al 14 gennaio. Mettere in campo quello che ci chiedono le generazioni future, prendendoci delle responsabilità. Per garantire che quanto meno l’acqua esca dal rubinetto”.
Daniele Camilli
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