Viterbo – “Il blocco dei licenziamenti sta finendo, bene il confronto con le parti sociali”. Nella crisi di governo, Stefania Pomante, segretaria generale Cgil, apprezza la volontà del presidente del consiglio incaricato Mario Draghi, di un confronto aperto, in una fase molto complessa.
Le scadenze all’orizzonte rischiano di renderla ancora più complicata. “Come organizzazione sindacale – osserva Pomante – la volontà che ho colto da Draghi, di ragionare e aprire immediatamente un confronto con le parti sociali è positiva”. Sarebbe un cambio di passo.
“Abbiamo vissuto in tempi non lontani, l’intenzione in qualche modo di non riconoscere il ruolo delle parti sociali. Con una situazione così complessa, aprire un confronto per evitare crisi sociali è apprezzabile.
A marzo, con la fine del blocco licenziamenti si rischia una crisi profondissima, se non si ragiona tutti insieme. Come organizzazioni sindacali vedremo nel merito i contenuti che emergeranno dall’eventuale confronto”.
La direzione dovrebbe essere una: “Si lavori insieme alle parti sociali – continua Pomante – a un modello di sviluppo da cambiare e ricostruire, attraverso i fondi Next Generation Eu, un approccio diverso per le generazioni che verranno”. Partendo dallo stato sociale.
“C’è insicurezza per le fortissime disuguaglianze e la pandemia le ha fatte esplodere. A cavallo della crisi si è acuita la precarizzazione del lavoro. Il senso d’incertezza genera paura e gli scenari si fanno preoccupanti. Per questo serve uno stato sociale che sia di protezione, a cominciare dalla sanità”.
Le scelte che il futuro governo prenderà saranno pesanti.
“La fase è delicatissima – spiega Pomante – per questo serve ragionare insieme, il paese si muova all’unisono facendo scelte giuste”.
Ottimizzando i tempi. “Perderne sarebbe sbagliato. C’è bisogno d’essere operativi da subito. Non mi cimento nel fare previsioni su un’eventuale possibilità di voto anticipato.
È corretto in questa fase limitarsi a seguire le indicazioni del presidente della Repubblica Mattarela, che ha disegnato un clima di forte preoccupazione e questo credo che sia chiaro un po’ a tutti”.
Giuseppe Ferlicca
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