L’avvocato Marco Russo
Viterbo – Falsi lavoratori stagionali, tutti prosciolti dal gup Francesco Rigato i tre allevatori accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Ben 37 furono le richieste di rinvio a giudizio, 34 delle quali finite a Siena per competenza territoriale, essendo stati commessi i reati contestati tra Alto Lazio e Toscana. E’ la maxinchiesta che si è chiusa nel settembre 2016 con una raffica di 415 bis.
Tre gli indagati rimasti davanti al gup del tribunale di Viterbo. Gli altri sono prevalentemente del Senese, da Abbadia San Salvatore a Radicofani, Pienza, San Quirico d’Orcia, Sarteano eTorrita di Siena.
A distanza di oltre quattro anni, sono stati assolti ieri con formula piena i fratelli Pietro e Ciriaco Puggioni, di Blera, difesi dall’avvocato Marco Russo, giudicati con il rito abbreviato, per i quali la procura aveva chiesto una condanna di sei mesi, con lo sconto di un terzo della pena previsto dal rito.
Commenta il difensore Marco Russo: “Sono felice per i miei assistiti, i fratelli Pietro e Ciriaco Puggioni, che ho conosciuto come grandi lavoratori che hanno dedicato la loro vita all’allevamento al costo di straordinari sacrifici e che hanno colto come una liberazione questa decisione che li riabilita per sempre nella loro immagine”.
Non luogo a procedere invece per Pietro Biagio Cherchi, difeso dall’avvocato Alessandra Ortenzi, che aveva scelto di proseguire con l’ordinario.
Quest’ultimo è lo stesso imprenditore finito ai domiciliari l’8 ottobre 2019, nell’ambito di un caso di presunto sfruttamento di manodopera dopo la denuncia di quattro pastori stranieri.
Secondo la procura, gli imprenditori agricoli, con la complicità di intermediari, tra il 2012 e il 2014, avevano fatto arrivare in Italia lavoratori stranieri, per lo più pakistani, indiani e cingalesi, tramite finte assunzioni. Gli imprenditori avevano fatto richiesta di stagionali allo sportello per l’immigrazione. Così facendo però gli indagati avevano ottenuto il visto per gli immigrati e da loro intascato un compenso, solo per averli fatti entrare in Italia.
Una valanga gli indagati, 45, poi scesi a 37, tra le province di Viterbo, Arezzo e Siena, alcuni dei quali proprietari di centinaia di ettari di terreni e altrettanti animali.
Tra loro fece scalpore l’agronomo e presidente dell’università agraria di Blera, Luca Torelli, anche lui assistito in questa vicenda dall’avvocato Marco Russo, la cui posizione, come quella di altri, è stata successivamente archiviata. “Alla procura – spiegava nel marzo 2017 Russo – è servito solo l’interrogatorio a cui il mio assistito si è sottoposto, per capire che era totalmente estraneo ai fatti. E’ stato indagato, in qualità di agronomo, solo per aver mandato dei fax per conto di alcuni clienti che necessitavano di spedire alcune pratiche”.
Silvana Cortignani
Il giudice Francesco Rigato
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY