- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Colpi di mannaia per riscuotere un debito, slitta testimonianza medico legale

Condividi la notizia:

Viterbo – (sil.co.) – Colpi di mannaia per riscuotere un debito, slitta la testimonianza del medico legale. Non si è ancora concluso, a distanza di sei anni, il processo al trentenne che verso l’una del 13 settembre 2016 fu rintracciato nella sua abitazione del Carmine-Salamaro da carabinieri e polizia entrati in azione in seguito all’allarme lanciato da chi lo aveva incrociato per strada mentre camminava a piedi, nella zona di via Vico Squarano, con in mano la mannaia insanguinata che aveva usato poco prima per colpire la vittima, un ventenne di origini moldave dal quale si sarebbe recato armato per riscuotere 450 euro. 


La mannaia sequestrata al 30enne arrestato

La mannaia sequestrata al 30enne arrestato


Imputato un noto ultras, ai domiciliari per tentato omicidio aggravato dopo una notte in caserma e una in carcere, finito poi a processo davanti al collegio del tribunale di Viterbo soltanto per rapina. Due anni prima, il 14 novembre 2014, era stato arrestato assieme ad altri otto neofascisti per le sprangate allo stadio di Magliano Romano. 

Ieri sarebbe dovuta essere un’udienza decisiva per l’imputato, attualmente detenuto per altra causa, ma non avendo risposto il tribunale di sorveglianza di Roma all’istanza del difensore Lorenzo Contucci perché potesse recarsi in tribunale e presenziare al processo è stata rinviata. Addirittura a fra otto mesi. Se non ci saranno altri intoppi al 2 febbraio 2022.

In quella data, tra gli altri, dovrà essere sentito il perito Alfredo Borghetti, incaricato dal tribunale di effettuare una perizia medico-legale per valutare le lesioni riportate dal ventenne. 

Deciso a farsi dare i soldi con le buone o con le cattive, l’imputato avrebbe afferrato una grossa mannaia dal cassetto di cucina recandosi a casa della vittima. Poche battute e sarebbe scattata la furia del trentenne, che avrebbe mirato dritto alla testa, senza riuscire a centrare il bersaglio solo perché il moldavo avrebbe sollevato d’istinto il braccio sinistro per proteggersi, per cui il colpo lo ha raggiunto all’arto.

Trovato in un lago di sangue e trasferito d’urgenza in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle, avrebbe fortunatamente riportato solo lievi lesioni, guarite in pochi giorni, motivo per cui la gravissima accusa di tentato omicidio aggravato è venuta meno. In compenso l’imputato gli avrebbe sottratto con la forza un telefonino, per cui è finito a processo per rapina.

Si parlò di un regolamento di conti per debiti di droga. “Non è vero. Volevo solo la restituzione di un prestito di 450 euro del tutto lecito. La droga è solo una bugia, da lui inventata per aggravare la mia situazione”. Sono le parole pronunciate in aula dall’imputato il 16 gennaio 2018 alla prima udienza del processo. Prima ancora delle questioni preliminari, il trentenne chiese in quell’occasione di rilasciare spontanee dichiarazioni, per smentire una voce circolata insistentemente nei giorni a ridosso dell’aggressione negli ambienti investigativi. 

Nonostante l’opposizione del pubblico ministero, il collegio, sentite le dichiarazioni dell’imputato, ha accolto la richiesta di rito abbreviato condizionato all’audizione della presunta vittima che, a distanza di oltre tre anni, risulterebbe irreperibile.


Articoli: Colpi di mannaia a un ventenne, “la droga non c’entra” – Aggressione con la mannaia, 30enne in carcere – Ai domiciliari l’uomo accusato di tentato omicidio – Colpi di mannaia per debiti di droga, oggi l’udienza dal gip – Non gli paga la droga e lui lo aggredisce con una mannaia


Condividi la notizia: