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Roma - Prima udienza il 5 aprile per l'ex parlamentare forzista Arata, l'imprenditore Del Duca e Rosati - L'accusa è di concorso in corruzione

Mazzette per l’aeroporto, a processo un viterbese dipendente di Leonardo

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Paolo Arata

Paolo Arata


Roma – (sil.co.) – Mazzette per l’aeroporto di Viterbo, rinviati a giudizio per concorso in corruzione l’ex parlamentare forzista Paolo Franco Arata, l’imprenditore Valerio Del Duca e il dipendente viterbese di Leonardo spa (ex Finmeccanica), Simone Rosati. Il processo per loro si aprirà il prossimo 5 aprile davanti alla seconda sezione penale del tribunale di Roma. Ci sono inoltre le società Etnea srl e Solcara srl. Nel frattempo si erano già costituiti parte civile il ministero delle infrastrutture e Leonardo spa, quest’ultima con l’avvocato Anna D’Alessandro.

L’ex sottosegretario ai trasporti leghista Armando Siri, anche lui coinvolto nell’inchiesta, sarà invece processato il 22 dicembre col rito abbreviato, che in caso di condanna prevede lo sconto di un terzo della pena. Ha scelto l’abbreviato, che sarà celebrato nella stessa data, anche Paolo Iaboni, superiore di Rosati. 

I sei, quattro persone fisiche e due società, erano finiti indagati nell’ambito di un’inchiesta della Dia coordinata dal pm Mario Palazzi.

Arata è difeso dal professor Antonio Fiorella e dall’avvocato Diamante Ceci, Del Duca dall’avvocato Misiani, Rosati da Giuseppe Picchiarelli, mentre le società sono rappresentate da Santaniello.


Una “dazione” da ottomila euro

Il coinvolgimento di Rosati viene così spiegato dai pm romani. Siri, in concorso con Arata e l’intermediario Valerio Del Duca, Simone Rosati e Paolo Iaboni (funzionari della Leonardo Spa), si sarebbe attivato “per ottenere – si legge nel capo di imputazione – un provvedimento normativo ad hoc che finanziasse, anche in misura minima, il progetto di completamento dell’aeroporto di Viterbo, di interesse per future commesse della Leonardo Spa”.

Siri avrebbe quindi ricevuto indebitamente “la promessa di ingenti somme di denaro (per il tramite e in parte destinate anche agli intermediari Arata, con legami personali ed illeciti con lo stesso Siri e lo stesso Del Duca) e comunque la dazione di 8 mila euro, anticipate da Del Duca e Rosati (quest’ultimo di intesa con il suo superiore gerarchico Paolo Iaboni) che avevano programmati di riottenere tale provvista, pur non riuscendo nell’intento, mediante il pagamento da parte di Leonardo Spa, di una fattura emessa da una società”. 


La difesa di Simone Rosati: “Un processo surreale”

“Un processo surreale”, secondo l’avvocato Giuseppe Piccharelli del foro di Viterbo, che assiste Rosati. “Siamo sicuri – dice il legale – che dal processo emergerà l’assoluta infondatezza dell’impianto accusatorio, che è fondato essenzialmente sul nulla, nonostante due anni di intercettazioni, rogatorie e ogni tipo di indagine utile che comunque non ha portato ad alcun risultato, perché secondo il capo d’imputazione hanno promesso ingenti somme di denaro e fatto una dazione di 8.000 euro, somma che in realtà non è stata trovata da nessuno. Ma non solo non stati trovati i soldi, non c’è traccia neanche di quando glieli avrebbero dati, non ci sono stati incontri, non si conoscono, è veramente assurdo, un processo surreale”. 


Giuseppe Picchiarelli

L’avvocato Giuseppe Picchiarelli


Indagine partita da Palermo

L’indagine sarebbe partita da Palermo, dove la procura antimafia avrebbe indagato sul legame tra politici e imprenditori nella produzione di energia eolica.

Siri avrebbe asservito i suoi poteri a “interessi privati, proponendo e concordando con gli organi apicali dei ministeri competenti per materia (infrastrutture, sviluppo economico e ambiente) l’inserimento in provvedimenti normativi di competenza governativa di rango regolamentare e di iniziativa governativa di rango legislativo ovvero proponendo emendamenti contenenti disposizioni in materia di incentivi per il cosiddetto mini-eolico”.

Per l’accusa Siri “riceveva indebitamente la promessa e o la dazione di 30mila euro da parte di Arata, amministratore della Etnea srl e dominus della Soclara srl, amministrata dal figlio, società operative in quel settore”.


Articoli: Mazzette per l’aeroporto di Viterbo, Leonardo e ministero parti civili – Tangenti per l’aeroporto, a rischio processo il viterbese Simone Rosati – Provvedimento ad hoc per finanziare l’aeroporto di Viterbo, chiesto il rinvio a giudizio per Armando Siri – Illecito completamento dell’aeroporto di Viterbo, indagato per corruzione il senatore Armando Siri – “Ottomila euro per un provvedimento che finanziasse l’aeroporto di Viterbo”


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5 novembre, 2021

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