Montefiascone – Rogo del condominio di via Tagliamento, a distanza di sei anni sfilano gli inquilini raccontando come i danni subiti siano stati sia da fuoco che da acqua. Per rientrare in casa gli ci sono voluti anni.
In aula giovedì, davanti al giudice Elisabetta Massini, sono stati ascoltati gli inquilini evacuati dalle loro abitazioni il 9 settembre 2015, a causa del maxi rogo, alimentato dal fortissimo vento, che ha devastato il caseggiato e i suoi 600 metri quadri di appartamenti. Il fuoco, partito dal tetto, ha letteralmente divorato le mansarde e ci sono voluti giorni perché i vigili del fuoco riuscissero a domare anche gli ultimi focolai.
“Quando è scattato l’allarme, prima di scappare ho preso il gatto e poi sono corsa fuori a mettermi in salvo. Sono potuta tornare a vivere a casa mia soltanto dopo quattro anni”, ha raccontato una donna, parte civile al processo in cui sono imputati di incendio doloso un geometra (figlio di un’inquilina, difeso dall’avvocato Giovanni Labate) e il titolare della ditta che stava facendo i lavori di ristrutturazione nel palazzo di quattro piani al civico 12 di via Tagliamento.
I piani alti sono stati divorati dalle fiamme, i piani bassi sono stati devastati dalle enormi quantità di acqua utilizzate per fare fronte all’emergenza. Diciotto le parti civili tra condomini e amministratore, parte dei quali difesi dall’avvocato Angelo Di Silvio.
Montefiascone – L’incendio del palazzo in via Tagliamento 12
Pesantissimo il bilancio. Nessuna vittima, ma su un totale di 28 appartamenti, 8 andarono completamente distrutti, le mansarde al quarto piano, mentre non riportarono danni strutturali i piani sottostanti, ma tutti gli impianti finirono fuori uso. Ventotto famiglie furono sfollate e aiutate con una raccolta fondi. L’intero fabbricato fu dichiarato inagibile dai vigili del fuoco, interamente evacuato e sequestrato dalla procura.
Dopo sei mesi, nel marzo 2016 furono tolti i sigilli, ma prima di poter rientrare a casa gli inquilini hanno dovuto aspettare 3-4 anni.
“I primi 15 giorni siamo stati in albergo, poi tre anni in affitto a 250 euro al mese”, “Noi siamo stati in affitto per quattro anni, a 400 euro al mese”, hanno raccontato alcune delle vittime.
L’assicurazione avrebbe risarcito i danni solo in parte. “Circa il 60 per cento delle spese”, ha detto una testimone. “Solo i soldi spesi per ricomprare la cucina”, ha detto un’altra.
A fare danni ai piani bassi è stata l’acqua. “Abbiamo dovuto buttare tutti i mobili e gli abiti”, “Quando siamo potuti rientrare, abbiamo scoperto che gli infissi erano fradici e tutti da rifare”.
La ristrutturazione dell’edificio, una ex scuola, è stata completata per l’appunto dopo anni. Erano circa le 10 di mattina del 9 settembre 2015 quando dal tetto si sprigionarono altissime le fiamme. Oltre agli ingenti danni materiali, le vittime hanno dovuto pagare anche il prezzo di trovarsi all’addiaccio per mesi da un giorno all’altro, costrette ad arrangiarsi con mezzi di fortuna e con l’aiuto offerto da Comune, Caritas, parrocchia e volontari.
Si torna in aula il prossimo 3 febbraio.
Silvana Cortignani
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