Verricello salpareti – Foto d’archivio
Bolsena – (sil.co.) – A processo per un verricello rubato a Montalto, assolto pescatore di Bolsena. Che adesso rivuole indietro il salpareti che i carabinieri gli hanno sequestrato esattamente tre anni fa. Motivo per cui la difesa è pronta a ricorrere in sede civile.
Rubato secondo l’accusa sul litorale, il verricello salpareti è stato ritrovato sul lago di Bolsena, il 16 febbraio 2019, nel portabagagli dell’imputato. Per i carabinieri, che hanno condotto le indagini, sarebbe stato lo stesso denunciato come rubato il 13 ottobre 2018 a Montalto di Castro da un pescatore originario di Mazara del Vallo.
Il pescatore di Bolsena, finito a processo davanti al giudice Francesco Rigato per ricettazione, ha sempre sostenuto che quel verricello fosse suo, comprato e pagato in contanti, a Firenze o forse sul lago d’Iseo, un paio di anni prima.
Lago di Bolsena – Carabinieri (foto di repertorio)
“Era il mio, l’ho riconosciuto dalle modifiche”, ha insistito in aula il pescatore siciliano. Tanto che il difensore Vincenzo Dionisi, non essendo il suo assistito in grado di provare l’acquisto, ha chiesto di sentire in tribunale il titolare della ditta produttrice, venuto apposta a Viterbo da Reggio Calabria, dove ha sede l’azienda.
Il titolare della ditta produttrice, all’udienza del 13 giugno 2021, ha confermato che il pescatore di Bolsena è un suo cliente e che a suo tempo è stato lui a chiedergli delle modifiche, inviandogli il verricello tramite corriere perché ne potenziasse il motore e cambiasse il quadro elettrico.
“Abbiamo fatto il lavoro e glielo abbiamo rispedito via corriere, poi gli abbiamo mandato la fattura a suo nome il 22 febbraio 2019 – ha spiegato, riconoscendo la fattura – il verricello era di un modello che aveva solo gli adesivi dell’azienda senza la matricola, mentre successivamente ne ha comprato un altro, più potente, che aveva anche il numero di matricola”.
“Adesso siamo pronti ad agire in sede civile per la restituzione della carrucola sequestrata tre anni fa”, ha detto il difensore dopo la sentenza di assoluzione del pescatore di Bolsena.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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