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Tribunale - Era stato allontanato dalla moglie per maltrattamenti in famiglia

Ultraottantenne viola i domiciliari per comprare il giornale, non punibile

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Carabinieri - foto d'archivio

Carabinieri – foto d’archivio


Corchiano – (sil.co.) – Ultraottantenne assolto dall’accusa di maltrattamenti alla moglie ma condannato a due anni di libertà vigilata, giovedì è stato dichiarato dal giudice Francesco Rigato non punibile per essersi recato all’edicola a comprare il giornale nonostante la misura cautelare degli arresti domiciliari. Era stato allontanato dalla moglie per maltrattamenti in famiglia. La vittima nel frattempo continuerebbe tuttora ad accudire il marito: “Purché non torni a vivere con me”. 

L’uomo, difeso dall’avvocato Paolo Labbate, soffrirebbe di una grave patologia neurologica, secondo quanto emerso nel corso del primo procedimento a suo carico – per maltrattamenti in famiglia, conclusosi nel 2020 – motivo per cui non sarebbe consapevole delle sue condotte. 

“L’ho visto tornare verso casa dall’edicola con il giornale sotto il braccio, ma dubito fosse in grado di capire cosa voglia dire essere ristretto agli arresti domiciliari. In pratica l’edicola era a due passi dal palazzo dove abitavano lui e la moglie, in due appartamenti diversi, lei sopra e lui sotto. So che dopo l’allontanamento lei gli lasciava il cestino col pranzo fuori la porta”, ha detto un carabiniere della locale stazione sentito come testimone.

“Si tratta di un ex militare, ma da anni non sta bene, non è più lucido”, ha spiegato, confermando quanto emerso al processo precedente.

Il 29 gennaio 2020 l’anziano imputato era stato già prosciolto, per la stessa ragione, dall’accusa di essere evaso dai domiciliari per andare a fare colazione al bar. La stessa accusa ha riqualificato il reato da maltrattamenti in famiglia a minacce, chiedendo l’assoluzione. E il non luogo a procedere per le lesioni, dal momento che la moglie nel frattempo ha ritirato la querela. 

L’anziano, denunciato dopo 45 anni di matrimonio dalla moglie per minacce e percosse, il giorno della sentenza ha potuto contare sulla testimonianza della figlia. “Lui l’ha malmenata una sola volta, lei gli tirava piatti e padelle”, ha raccontato la donna, spiegando il complesso rapporto tra i genitori e che la madre avrebbe replicato con veemenza alle aggressioni del padre. 

La moglie, che non ha mai smesso di cucinare e stirare per l’uomo dopo averne ottenuto l’allontanamento all’appartamento al piano di sotto, in aula disse che non aveva difficoltà a continuare ad accudirlo, purché l’ex marito restasse a debita distanza. 

“Purché non torni a vivere con me”, le parole inequivocabili pronunciate in aula dalla donna. 


Articoli: Ultraottantenne arrestato per maltrattamenti, condannato a due anni di libertà vigilata – “Mio padre faceva il putiferio, ma mia madre gli tirava piatti e padelle” – Ultraottantenne ai domiciliari per maltrattamenti dopo 45 anni di matrimonio


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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1 marzo, 2022

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