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Tribunale - Dovrà inoltre versare alle vittime ottomila euro di provvisionale - Assolto il presunto complice

Denuncia coppia per spaccio, condannata a 2 anni e mezzo per calunnia

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Graffignano – (sil.co.) – Si spacciano per fonte confidenziale dei carabinieri e denunciano una coppia di compaesani per spaccio di stupefacenti. A processo per simulazione di reato e calunnia in concorso, lui è stato assolto mentre lei è stata condannata a due anni e mezzo di reclusione.

L’imputata dovrà inoltre risarcire le vittime, a favore delle quali il giudice Elisabetta Massini ha disposto complessivamente una provvisionale di ottomila euro, seimila euro all’uomo e duemila euro alla donna. Più le spese del processo.

La coppia, una 47enne di Sipicciano e un 38enne di Viterbo difeso dall’avvocato Francesca Bufalini, era stata rinviata a giudizio a marzo 2018 dal gip Savina Poli. Parti offese e parti civili al processo una 45enne e un 50enne, anche loro di Sipicciano, che hanno sporto denuncia contro gli imputati il 30 ottobre 2015. 


Francesca Bufalini

L’avvocato Francesca Bufalini


Due giorni prima della denuncia, il 28 ottobre di sette anni fa, l’imputato era stato fermato mentre armeggiava attorno alla macchina della 45enne di Sipicciano dai carabinieri, che lo hanno trovato in possesso di circa tre grammi di cocaina, suddivisa in quattro involucri di cellophane, che stava nascondendo nel vano porta targa della Bmw della presunta vittima. 

La presunta complice invece, secondo il pm Franco Pacifici, attraverso continui contatti con la polizia giudiziaria della stazione dei carabinieri di Graffignano e del comando provinciale di Viterbo, avrebbe fatto da “apripista”, riferendo in merito a una presunta attività di spaccio della proprietaria della vettura.

In particolare, avrebbe riferito che la presunta vittima sarebbe stata responsabile di un traffico di sostanza stupefacente, quantificato in rifornimenti quindicinali pari al peso di un chilo circa. Sostanza stupefacente che sarebbe provenuta da Roma e Civita Castellana.

Per rendere attendibile la “soffiata”, avrebbe quindi deciso di simulare, assieme al complice, tracce dell’attività di spaccio, accordandosi per posizionare dietro il porta targa della Bmw della 45enne i quattro involucri di cocaina.


– Denunciano coppia per spaccio, finiscono a processo per calunnia


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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22 aprile, 2022

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