Viterbo – “Il prefetto di Viterbo è venuto a conoscenza, secondo il suo giornale, di un reato. Lo doveva comunicare alla magistratura oppure no?”. “Certo il prefetto lo deve comunicare alla magistratura!”. La domanda è di Tusciaweb. La risposta è del direttore del gruppo Corriere Davide Vecchi, ieri sera alla chiesa della Stella di Vasanello nell’ambito della rassegna organizzata dal comune. Dark Side, storie e segreti d’Italia a cura di Gianluca Zanella e Marcello Altamura. L’appuntamento era dedicato al caso di David Rossi, il capo della comunicazione della banca Monte dei Paschi di Siena, trovato morto nei pressi di Rocca Salimbeni il 6 marzo 2013.
Viterbo – Davide Vecchi
Il suo giornale – gli è stato chiesto – di cui è direttore responsabile, afferma che il prefetto di Viterbo, Giovanni Bruno, ha convocato una riunione del comitato per la sicurezza e la legalità, poi annullata, per discutere di pressioni e “ricatti” che sarebbero stati subiti da alcuni candidati da parte di alcune organizzazioni sindacali. In pratica secondo il suo giornale, il prefetto sarebbe stato informato di un possibile reato. Secondo lei il prefetto, saputo di un reato, non dovrebbe recarsi in procura come prevede il codice di procedura penale? “Certo che lo deve comunicare alla magistratura!”, ha risposto Vecchi a margine della presentazione del suo libro sulla morte del manager David Rossi. Per poi aggiungere: “Quello che è scritto sul mio giornale di sicuro è vero”. Una certezza.
Viterbo – Il prefetto Giovanni Bruno
Cosa è che vero? Due cose. La prima. Il prefetto di Viterbo Giovanni Bruno, il 15 aprile manda una lettera a tutti i sedicenti candidati sindaco in vista delle elezioni comunali del 12 giugno e ai segretari generali territoriali dei sindacati Cgil, Cisl e Uil. Ad attestarlo, in tal caso, è la stessa lettera di Bruno. La convocazione è fissata per la mattina del 19 aprile. Ad essere chiamati al tavolo del comitato provinciale ordine e sicurezza pubblica sono i sedicenti candidati Laura Allegrini, Alessandra Troncarelli, Chiara Frontini, Luisa Ciambella, Carlo D’Ubaldo e Giovanni Scuderi. Con loro i segretari sindacali Stefania Pomante (Cgil), Fortunato Mannino (Cisl) e Giancarlo Turchetti (Uil). Mancano Marco Cardona di Italexit e Claudio Ubertini della Lega. Le loro candidature, potendo infatti chiudere ufficialmente le liste il 14 maggio, sono stati proposti solo dopo la convocazione del prefetto. Se poi si guarda bene, anche la Troncarelli è stata proposta dalla coalizione che la sostiene soltanto il 16 aprile. Il giorno dopo la lettera di Giovanni Bruno. Perché i sedicenti candidati sindaco e i sindacalisti sono stati convocati dal prefetto davanti alle forze dell’ordine e a quelle militari? Per parlare di “elezioni comunali”, come scritto sulla convocazione del prefetto. Un fatto che, come evidenziato da Tusciaweb la mattina del 19 aprile, risulterebbe quanto meno irrituale, come sottolineato anche da altri. Tant’è vero che poche ore dopo la pubblicazione dell’articolo da parte di Tusciaweb, la riunione del prefetto è stata annullata.
Viterbo – Davide Vecchi
La seconda cosa. Questa volta a dirla è un giornale del gruppo Corriere che Davide Vecchi dirige e di cui è direttore responsabile. “Quello che è scritto sul giornale di sicuro è vero”, ha ribadito Vecchi a margine della presentazione di ieri sera a Vasanello. Ed ad essere vera, secondo lui, e riportata dal suo giornale, sarebbe la notizia che il prefetto avrebbe convocato la riunione del 19 aprile perché alcuni candidati alle prossime elezioni comunali avrebbero subito pressioni e “ricatti” da parte dei sindacati. Un’ipotesi di reato. E se un prefetto fosse a conoscenza di un reato, tanto per Vecchi quanto per il codice di procedura penale, è tenuto a comunicarlo alla magistratura.
Quindi, la domanda, alla quale il prefetto non ha voluto rispondere, resta la stessa. Perché il prefetto non si limita a comunicare le cose di cui sarebbe a conoscenza alla procura, e potrebbe anche averlo fatto, anziché convocare sindacalisti e candidati sindaco, che ancora formalmente non lo sono, davanti al comitato di ordine e sicurezza per parlare di elezioni?
Daniele Camilli
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