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Il prefetto Antonio Cananà |
Viterbo – I Vangeli sinottici dicono in alcune parti più o meno le stesse cose. E quando ero bambino mi sembrava un segno di veridicità dei fatti. Ero giovine e ingenuissimo. Gli esperti di sacre scritture spiegano che c’è la probabilità concreta che esista una fonte Q dal tedesco Quelle=Fonte, da qui Q. Da dove avrebbero attinto i tre Vangeli sinottici. Altra ipotesi è che Marco o un Marco più antico sia la fonte degli altri Vangeli.
Questo piccolo raccontino per far capire cosa è accaduto in questi giorni. Vi sarà utile in seguito.
La conferenza stampa di presentazione alla città e alla Tuscia del neoprefetto Antonio Cananà è stata molto interessante. E proviamo a farne un’esegesi. A glossare un attimo parti di quanto detto. La cosa che ci ha impressionato di più è che il prefetto dice esattamente le cose da noi dette nei giorni scorsi.
Tranquilli non ci siamo montati la testa. Il prefetto certamente non ripete ciò che abbiamo scritto noi. Anche se va detto che della vicenda del predecessore Giovanni Bruno, il prefetto ha spiegato di essersi informato, stando a Savona, on line. E quindi crediamo su Tusciaweb, visto che siamo stati gli unici, che ci risulti, che hanno posto il problema senza se e senza ma.
Ma questo è un dettaglio, la sostanza è che il prefetto afferma le stesse cose che abbiamo affermato noi.
Cananà: “Se sapessi di qualcosa che non va andrei dalla magistratura…”
Esempi.
“Cercherò di essere garante dei diritti di tutti, senza distinzioni di sesso, razza, opinione politica e condizioni personali, parafrasando la costituzione”.
“Posso dire che le questioni di cui ho letto, ma di cui non ho evidenze, potrebbero interessare più la magistratura, se fossero vere, che il prefetto”.
“Nell’ipotesi giungessero a me notizie di questo tipo, non farei altro che trasmetterle alla magistratura. Ho letto tutto, da Savona per un mese ho seguito le vicende viterbesi, ma servono riscontri e non ne ho trovati”.
Domanda diretta: convocherebbe i sedicenti candidati a sindaco? “No no, manderei tutto alla magistratura. I candidati verranno convocati per la propaganda elettorale”.
Altra domanda: dopo la presentazione delle liste? “E’ ovvio, ci mancherebbe che lo facessi prima”, è la risposta di Cananà, che essendo informato sulla situazione sa benissimo che il suo predecessore ha fatto l’esatto contrario.
Aggiungendo: “E li convocherei solo per quello. Per altri aspetti no, perché non ho altra strada: se sono persone che me lo comunicano gli direi semplicemente di andarne a parlare col procuratore, se sono atti scritti li comunicherei io. Molto semplice”. Eppure niente affatto scontato.
Come dire, si volta pagina. Ma perché il nuovo prefetto dice le cose che abbiamo scritto noi? Certamente non per citazione, ma perché, come i Vangeli sinottici fanno riferimento alla fonte Q, così noi e il prefetto facciamo riferimento alle nostre fonti Q, diciamo laiche. E le fonti Q per noi, per il nuovo prefetto, e si spera per tutti i cittadini di questa nazione, si chiamano costituzione, leggi della repubblica, principi fondamentali dello stato di diritto.
Ecco perché noi e il prefetto diciamo le stesse cose. Perché abitiamo la stessa nazione e rispettiamo le stesse leggi a partire dalla costituzione. Chi scrive non ha un mito della costituzione. Pensa che è un importante strumento di convivenza civile né più né meno. Pensa che ha bisogno di ampie riforme. Ma, finché c’è, va rispettata. E dovrebbe rispettarla tanto più un prefetto, che rappresenta lo stato a livello locale. Un funzionario dello stato. Un servitore dello stato e dei suoi cittadini che ne sono sostanza, sangue, nervatura.
Ecco, il prefetto Cananà ha usato una parola fondamentale per un prefetto: “servizio”.
Questa la frase più completa: “Conosco Viterbo, sono vicino casa, è una realtà che mi piace. Esserne al servizio mi motiva molto”. Bersaglio centrato al millimetro semantico e costituzionale. Un prefetto è un servitore dello stato e dei cittadini che ne sono carne e sangue.
Per dirla tutta, la prima impressione del nuovo prefetto è ottima. Tutt’altra storia rispetto al passato recente.
Certo, noi facciamo i giornalisti, e ovviamente ci atteniamo alla prova del budino. Ma va detto, a prima vista, questo budino si è presentato in modi e parole in linea con quella quadratura costituzionale che avevamo intravisto. Bene, diciamolo.
Come affermano gli inglesi: the proof of the pudding is in the eating (La prova del budino sta nel mangiarlo, ndr). Ma insomma l’incipit è buono. Sarà che abbiamo attraversato tempi anomali, ma questa normalità costituzionale ci sembra cosa buona e giusta.
Solo un esempio di puro stile, vogliamo aggiungere.
Il prefetto Cananà ha lasciato Savona con una conferenza stampa.
Citazione dalla Stampa di Torino: “Cananà che ora guiderà la prefettura di Viterbo ha incontrato la stampa facendo un bilancio di questi quattro anni e mezzo a Savona”. Come dire un funzionario di uno stato democratico. Che sa perfettamente i vari ruoli.
Voi l’avete vista la conferenza stampa di Giovanni Bruno, ex prefetto di Viterbo? Noi no.
Addirittura l’ex prefetto non ha risposto a un nostro giornalista. Ma ha salutato la provincia con un’intervistina al giornale che evidentemente considerava amico. Giornale a sua volta amico di politici di cui tutti sanno il nome. Come dire: contento lui. Ce ne siamo fatta subito una ragione.
Ma un funzionario dello stato non può non essere ”garante dei diritti di tutti, senza distinzioni di sesso, razza, opinione politica e condizioni personali”.
L’ex prefetto di Viterbo Giovanni Bruno
All’ex prefetto Bruno continueremo a chiedere chiarimenti. Perché non è ammissibile che una comunità come quella viterbese, che i cittadini della Tuscia siano trattati come sudditi.
Napoleone non c’è più, il fascismo è finito, i prefetti nella repubblica italiana devono essere al servizio dei cittadini e dello stato.
Riduciamo le domande al minimo con due ipotesi.
Il prefetto ha tentato di convocare liberi cittadini senza che ci fossero le condizioni formali. Si trattava, come li abbiamo definiti noi, “sedicenti candidati”.
La motivazione della riunione è “stata rivelata” da un quotidiano locale. Titolo del quotidiano: “Candidati ricattati, allerta del prefetto”.
Si parla di ricatto. Andando a vedere sui siti specializzati della rete si legge: “Il ricatto – o meglio il reato di estorsione – viene punito dal codice penale con la pena base della reclusione da 5 a 10 anni e la multa da euro 1.000 ad euro 4.000”.
Il quotidiano locale dice in sostanza che l’ex prefetto era a conoscenza di ricatti. E il suo direttore Davide Vecchi, da noi interpellato, ha detto a chiare lettere: “Quello che è scritto sul mio giornale di sicuro è vero”. Come dire tutto vero.
Ora Giovanni Bruno deve: o smentire il quotidiano, oppure dire con chiarezza che è andato, appena saputo del reato gravissimo, in procura. Come dice che avrebbe fatto in quel caso il nuovo prefetto Cananà. E soprattutto, ci si perdoni, ma in uno stato di diritto le leggi sono leggi, come detta l’articolo 331 del codice di procedura penale. Che a un “funzionario dello stato se ha notizia di un reato perseguibile di ufficio” impone la “denuncia per iscritto, anche quando non sia individuata la persona alla quale il reato è attribuito”.
Siamo certissimi che l’ex prefetto se avesse saputo di un reato lo avrebbe fatto, ma allora perché non lo dice.
Se non ne era a conoscenza, ripetiamo, deve smentire il quotidiano di Davide Vecchi.
Tutto molto semplice e limpido.
Ultima cosa: in democrazia, dare spiegazioni ai cittadini è un onore e non una umiliazione. E di solito nei paesi occidentali lo si fa tramite la stampa.
Carlo Galeotti
Articoli: Cananà: “Se sapessi di qualcosa che non va andrei dalla magistratura…” – Prefettura, si torni alla normalità istituzionale e costituzionale… di Carlo Galeotti – L’avvocato Carlo Mezzetti: “Sedicenti candidati convocati, il prefetto spieghi di cosa si sarebbe dovuto parlare” – Davide Vecchi (direttore gruppo Corriere): “Se il prefetto è venuto a conoscenza di un reato, lo deve comunicare alla magistratura…” di Daniele Camilli – Avvocato Massimo Pistilli:“Convocazione di candidati da parte del prefetto, fossi il ministro chiederei un chiarimento…” di Daniele Camilli – Fortunato Mannino (Cisl): “Convocazione di candidati e sindacalisti da parte del prefetto… sono basito, non mi era mai capitato” – Giovanni Bruno: “Non rilascio alcuna intervista, punto”… e poi attacca il telefono – Chi ha teso un’imboscata mediatica al prefetto? di Carlo Galeotti – Il buon senso istituzionale e costituzionale è prevalso… di Carlo Galeotti – Il prefetto annulla l’incontro con i sedicenti candidati sindaco per parlare di elezioni di Daniele Camilli – Il prefetto convoca i sedicenti candidati sindaco per parlare di elezioni… è normale? di Daniele Camilli

