Viterbo – (g.f.) – “Essere accusati di scappare da chi ha lasciato la città in malora, proprio no…”. La sindaca Chiara Frontini, affida ai social il suo pensiero sulla seduta di consiglio straordinario di ieri saltata, dopo l’annuncio da parte dei consiglieri di maggioranza, di non partecipare.
Chiara Frontini
Con nove presenze la riunione è andata deserta e degli immobili dell’ente, morosità, non se ne è discusso. L’opposizione è insorta, è stato definito uno sgarbo, ma il primo cittadino non ci sta e controbatte. Via social.
“Qual è il senso di richiedere, dall’opposizione che fino a ieri era al governo – si domanda Frontini – un consiglio straordinario oggi per capire quale sarà la destinazione di alcuni importanti immobili ed anche lo stato di morosità di altri locati, come pure gli interventi di recupero e restauro, dopo che la morosità degli incassi degli affitti è accumulata da decenni e ci stiamo mettendo mano passando a setaccio ogni situazione, non temete”.
Sempre rivolta all’opposizione: “Dopo che avete mandato in malora il teatro Genio, la Zaffera, il Lazzaretto solo per citarne alcuni, e senza considerare le scuole che ogni giorno hanno un guasto per l’incuria, chiedete soluzioni a noi, adesso?”.
Frontini, rincarando la dose, descrive un quadro non proprio idilliaco che si è trovata al suo ingresso a palazzo dei Priori: “ Appena arrivati abbiamo trovato caos su caos, i progetti di Pnrr senza un coordinamento, la Francigena verso la liquidazione, Talete da salvare, un bando rifiuti pieno d’errori, un servizio informatico e d’elaborazioni dati vecchio di dieci anni che ci ha tenuti piantati per due settimane e chi più ne ha più ne metta.
Stiamo facendo una bella raccolta di situazioni assurde che abbiamo ereditato, e solo per rispetto istituzionale e perché vogliamo pensare positivo, verso la risoluzione dei problemi, non le snoccioliamo una ad una”.
Ma un punto proprio riesce a mandarlo giù, far tutto quanto detto ieri dalla minoranza: “Essere accusati di scappare, da chi ha lasciato la città in malora, proprio no.
Abbiamo sempre affrontato i problemi a viso aperto, soprattutto quelli che abbiamo ereditato e stiamo cercando di risolverli uno ad uno”.
Non ieri però. C’era un consiglio comunale, il cui ordine del giorno poteva essere utile o scarsamente necessario, richiesto nei termini previsti dall’opposizione e la maggioranza ha fatto in modo che non se ne potesse discutere.
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