Viterbo – Ponte dell’Immacolata in una cella di Regina Coeli per il buttafuori Daniele Nuomi. Da ieri non è più considerato un ricercato, revocato il decreto di latitanza. Adesso, visti i precedenti, sarà da vedere quanto resisterà in carcere.
E’ il 22enne di Pomezia condannato in primo grado a 16 anni per stupro con sentenza non definitiva, finito in carcere non per la violenza sessuale ai danni di una 17enne intercettata in discoteca, ma per avere violato la libertà vigilata. Sembrerebbe, tra l’altro, anche continuando a frequentare locali da ballo, in barba alle restrizioni cui era sottoposto.
L’aggravamento della misura, disposto dalla terza sezione penale della corte d’appello di Roma, sarebbe dovuto scattare il primo dicembre, quando Nuomi si è reso irreperibile, dandosi alla macchina fino a mercoledì 7 dicembre quando, in seguito all’emanazione di un decreto di latitanza, è diventato ufficialmente un ricercato e il difensore Luigi Mancini, del foro di Viterbo, scoprendo che il giovane, un habitué dei pronto soccorso, era all’ospedale San Camillo Forlanini di Roma, lo ha consigliato di costituirsi prima di finire in guai peggiori.
Erano passate da poco le cinque del pomeriggio della vigilia dell’Immacolata quando Nuomi è stato prelevato al San Camillo dai poliziotti del commissariato San Lorenzo, che hanno dato immediatamente esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere e lo hanno tradotto presso la casa circondariale di Regina Coeli.
La libertà vigilata gli era stata concessa tre mesi fa dal tribunale di Viterbo – dopo due anni e mezzo trascorsi tra carcere, cliniche psichiatriche e Rems (da aprile 2020) – pochi giorni prima della sentenza del collegio dello scorso 27 settembre, quando gli era stata revocata la misura del ricovero in Rems, dopo essere stato giudicato sano di mente in seguito alla perizia psichiatrica disposta dallo stesso tribunale su richiesta dei sanitari della struttura e della Asl, “piombata” come un fulmine a ciel sereno a luglio, secondo i quali l’imputato è un manipolatore ma non è matto.
A settembre, in cambio della riguadagnata libertà, era stato imposto all’imputato l’obbligo di dimora a Pomezia nonché di presentarsi ai carabinieri una volta al giorno e il divieto di uscire di casa nelle ore notturne.
Misure di sicurezza che, in attesa del processo d’appello ancora da fissare, Nuomi avrebbe più volte violato, motivo per cui i carabinieri della locale stazione, non riuscendo a garantirne il rispetto, hanno chiesto e ottenuto dal tribunale l’aggravamento della misura col trasferimento in carcere.
Quando era ristretto a Mammagialla, dopo l’arresto in pieno lockdown di due anni e mezzo fa, fu lo stesso personale della casa circondariale a mettere in dubbio la compatibilità del detenuto col regime carcerario.
Lo stesso è avvenuto successivamente con la clinica psichiatrica e poi con la Rems, i cui sanitari hanno fatto presente, in entrambi i casi, le problematiche di gestione del 22enne. A quanto sembra non gli sarebbe giovato nemmeno ritrovare la libertà, seppure condizionata.
Ieri intanto, essendo per ora al sicuro in cella, è stato revocato il decreto di latitanza. Resta in vigore l’aggravamento della misura con la custodia cautelare in carcere.
Silvana Cortignani
– Buttafuori, condannato a 16 anni per stupro, in carcere per aver violato la libertà vigilata
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY