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Dà delle prostitute alle ragazze del bunga-bunga, assolto il giornalista Emilio Fede

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Samuele De Santis con Emilio Fede

Samuele De Santis con Emilio Fede


Milano – A processo per avere dato delle prostitute alle ragazze del bunga-bunga, è stato assolto ieri dal tribunale di Milano il giornalista Emilio Fede, 92 anni, difeso dall’avvocato Samuele De Santis del foro di Viterbo.

L’accusa ha chiesto l’assoluzione per tenuità del fatto. La difesa ha sottolineato come la volontà di Fede non fosse quella di offendere, ma esclusivamente di difendersi dall’accusa di induzione alla prostituzione per cui aveva subito una condanna. Il giornalista, che è stato sottoposto a perizia medico legale nel corso del processo, è stato assolto dal giudice.  

Su richiesta del pm milanese Gianfranco Gallo, Fede era imputato di diffamazione aggravata a mezzo stampa, in seguito alla denuncia presentata da Imane Fadil, nel frattempo deceduta in circostanze che hanno dato adito a sospetti, una delle tre supertestimoni delle cene eleganti dell’ex premier Silvio Berlusconi assieme alle colleghe Ambra Battilana e Chiara Danese.

“Siamo soddisfatti della sentenza di assoluzione il direttore ha accolto con entusiasmo e vera gioia, e crediamo che sia giusto aprire una nuova fase che sia rispettosa di un equilibrio storico”, il commento del difensore viterbese Samuele De Santis, sentito da Tusciaweb.


Imane Fadil,

Imane Fadil


Tra le potenziali vittime di diffamazione, l’unica che abbia denunciato Fede è stata per l’appunto la modella 34enne d’origine marocchina Imane Fadil, morta il primo marzo 2019 in una clinica lombarda, che in un primo momento si pensava potesse essere stata avvelenata. 

La donna è stata una delle testi chiave dei processi “Ruby”. 

Nel 2011 avrebbe partecipato a ben otto “cene eleganti” ad Arcore, durante le quali avrebbe visto ragazze disponibili, spogliarelli, palpeggiamenti e soprattutto il famigerato bunga-bunga. Dopo l’ennesima cena se ne sarebbe andata, presentandosi poi in procura per raccontare tutto.

Per Fede i guai giudiziari sono partiti da un’intervista pubblicata l’8 maggio 2018 sul sito internet dell’Huffington Post in cui dichiarava: “Darmi 4 anni e 7 mesi perché avrei convinto delle prostitute a prostituirsi è una cosa assurda parliamo di persone, con tutto il rispetto della prostituzione, che è importante, che con il sesso avevano una certa dimestichezza”.  

Secondo quanto riportato alla lettera nell’avviso di conclusione indagini, il giornalista avrebbe quindi proseguito: “Praticamente dicono che io conducevo il Tg4 e poi nel tempo libero facevo il pappone. Si parla di tre ragazze, una delle quali Ambra Battilana, e io dico di avere grande rispetto per la magistratura, ma come cazzo si fa a pensare che io debba essere condannato?”. 

 “E poi – dice ancora Fede nell’intervista – sono tre ragazze che notoriamente col sesso avevano un ottimo rapporto.. come cazzo si fa ad essere condannati per induzione alla prostituzione di ragazze che fanno quello? Prendono per buona la testimonianza di una ragazza che dice che ad Arcore si pregava Satana?”. 

Silvana Cortignani


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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