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Grotte di Castro - In tre sono accusati di omicidio colposo in concorso - Sono i due gestori dell'impianto e la bagnina

Bimbo di 4 anni annegato in piscina, chiuse le indagini sulla morte del piccolo Fabio Guidobaldi

di Silvana Cortignani
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La pm Eliana Dolce

La pm Eliana Dolce


Grotte di Castro – Bimbo annegato nella piscina comunale di via Bardiniana a Grotte di Castro, chiuse dalla pm Eliana Dolce le indagini sulla morte del piccolo Fabio Guidobaldi. In tre davanti al gup per omicidio colposo in concorso. Sono due uomini e una donna. 

Il piccino, che non sapeva nuotare, sarebbe stato lasciato entrare in acqua da solo senza alcuna protezione, mentre la bagnina sarebbe stata impegnata in una lezione privata a una bambina in tenera età. 

Fabio Guidobaldi è il bambino di 4 anni, ne avrebbe compiuti cinque il 19 novembre, residente coi genitori a Castel Cellesi nel comune di Bagnoregio, che frequentava il centro estivo organizzato presso l’impianto quando, la mattina del 20 luglio, in pochi istanti si è consumata la tragedia. 

Tre gli indagati per omicidio colposo per i quali la procura è pronta a chiedere il rinvio a giudizio. Sono il presidente e il vicepresidente della cooperativa Factory Sport Castrum che gestisce la piscina comunale di Grotte di Castro e la bagnina dell’impianto.


Bimbo annega in piscina a Grotte di Castro

Bimbo annega in piscina a Grotte di Castro


Il sostituto procuratore Eliana Dolce, titolare del fascicolo, lo scorso 19 gennaio, sei mesi dopo la drammatica scomparsa del piccolo Fabio, ha fatto recapitare tre avvisi di conclusione indagine, i 415 bis, che preludono alla richiesta di rinvio a giudizio. 

Destinatari per l’appunto il presidente e il vicepresidente della cooperativa Factory Sport Castrum, rispettivamente di 35 e 52 anni, e la bagnina, una 36enne. I primi due assistiti dall’avvocato Angelo Di Silvio del foro di Viterbo e la terza difesa dagli avvocati Elio Mannetti e Cristina Marigliano del foro di Roma. I genitori della piccola vittima, il babbo Giulio e la mamma Ambra, sono invece assistiti dagli avvocati Antonella Ginanneschi e Pier Paolo Grazini.

Pesanti le accuse rivolte alla bagnina che, nella sua qualità di assistente ai bagnanti presso la piscina comunale di Grotte di Castro, secondo le conclusioni del pubblico ministero, “ometteva di prestare la dovuta vigilanza, poiché nonostante fosse, in quel momento, l’unica deputata, presso il centro estivo, all’assistenza ai bagnanti, si occupava di impartire una lezione privata a una bambina in tenera età, lasciando così privo della dovuta sorveglianza il minore Fabio Guidobaldi”. 

“Inoltre – si legge nell’avviso di conclusione indagini – consentiva l’accesso in acqua del minore nonostante fosse privo delle competenze natatorie minime e nonostante non indossasse alcun presidio di sicurezza, cagionando così, per imprudenza, negligenza e imperizia l’annegamento e il conseguente decesso del minore per arresto cardiocircolatorio a seguito di annegamento”. 

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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28 marzo, 2023

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