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Operazione "Oasi" - Cinque anni a Romolo Esposito - Quattro anni e 5 mesi al nipote Argentino e Baidami Rendzep

Rapina golf club Aprilia, oltre 13 anni di carcere ai tre arrestati nel Viterbese

di Silvana Cortignani
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Latina – Rapina con sequestro ai proprietari del golf club di Aprilia, condannati tre dei sei arrestati nell’operazione “Oasi”. Oltre 13 anni di reclusione complessivi per Romolo Esposito, Argentino Esposito e Baidami Rendzep,  tutti arrestati nel Viterbese e tuttora ai domiciliari. Vittima la famiglia Lanza, ossia i coniugi Paolo Lanza e Marina Tugnoli.

Rapina golf club Aprilia - I tre arrestati a Vetralla e Montefiascone

Rapina golf club Aprilia – I tre arrestati a Vetralla e Montefiascone


A distanza di un anno dal feroce colpo in villa messo a segno l’11 luglio 2020, le sei ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite dai carabinieri il 3 novembre 2021 tra Vetralla, Montefiascone, Bologna, Acilia e Fiumicino. 

Venerdì stati condannati per rapina aggravata, sequestro di persona e incendio in concorso – con lo sconto di un terzo della pena del rito abbreviato – dal gup Mario La Rosa del tribunale di Latina: a 5 anni di reclusione, Romolo Esposito, 71 anni, di Vetralla; a 4 anni e 5 mesi, il nipote Argentino di 37 anni ; anche lui a 4 anni e 5 mesi di carcere, Baidami Rendzep, 35 anni, originario della Macedonia ma residente a Montefiascone.

Il pubblico ministero aveva chiesto 7 anni per Romolo Esposito, 4 anni e sei mesi per Argentino Esposito e 6 anni per Baidami Rendzep.

A domiciliari – su richiesta della pm Daria Monsurrò al gip Giuseppe Molfese del tribunale di Latina – è finito anche Dinusha Kasun Mihindukulasuriya, 35 anni dello Sri Lanka, residente a Ostia; in carcere Angelo De Colombi, 40 anni, residente a Fiumicino; e sempre dietro le sbarre anche Cemp Debarre, 38 anni, di Bologna. Per loro si procede con l’ordinario.

Romolo Esposito, Argentino Esposito, Angelo De Colombi, Redzep Bajrami e Cemp Debarre sono tutti rom, legati fra loro da vincoli di parentela.


“Sodalizio criminale specializzato in rapine in villa”

L’indagine, convenzionalmente denominata “Oasi” dal nome della tenuta “Oasi Golf Club”, ha consentito – come si legge in una nota dei carabinieri – la disarticolazione di un sodalizio criminale specializzato nella consumazione di “rapine in villa”, la cui efferatezza aveva terrorizzato, in particolar modo, i proprietari del club, una facoltosa coppia di immobiliaristi romani, la famiglia Lanza, rappresentando un potenziale pericolo anche per i residenti della zona.


Coppia aggredita da cinque banditi armati di coltelli

A luglio 2020, il proprietario della villa ad Aprilia (in località Campo di Carne, via della Cogna), Paolo Lanza aveva denunciato ai carabinieri del locale reparto territoriale che, alle 22,30 dell’11 luglio, cinque persone travisate ed armate di coltelli si erano introdotte all’interno della sua abitazione e, dopo averlo legato assieme alla consorte Marina e al domestico, si erano impossessate di una pistola cal. 9×21, di una carabina cal.12, di due autovetture di sua proprietà (una Mercedes Clk e una Fiat Doblò) e delle chiavi dell’abitazione romana ubicata ai Parioli, dove i rapinatori si erano successivamente recati, lasciando uno dei cinque malviventi ad Aprilia per fare il palo e asportando dalla casa 7.000 euro in contanti. 


Il tragico suicidio del custode-talpa delle vittime

Il 9 marzo 2021, un fatto inquietante. Durante una perquisizione dei militari dell’arma presso l’Oasi Golf Club, nel corso della quale furono trovati armi e droga, il domestico 33enne, Supun Dawatage, originario dello Sri Lanka, rapito anche lui insieme ai Lanza nel luglio 2020, si uccise sparandosi un colpo di pistola in testa. La notte della rapina, come raccontò Marina Lanza, l’uomo fu picchiato barbaramente dai rapinatori. Si è poi appreso che il 33enne era cugino di Mihindukulasuriya e che fungeva da basista per la banda. Secondo le ipotesi investigative, l’uomo si è suicidato una volta che si era visto incastrato dalle indagini serrate dei carabinieri i quali, per di più, trovarono nella sua disponibilità droga e armi.

Silvana Cortignani 


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26 marzo, 2023

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