Viterbo – La mappa dei “sovversivi” viterbesi. 704 uomini e 15 donne ritenuti politicamente pericolosi dal regno d’Italia, tra il 1870, per quanto riguarda la Tuscia, fino alla fine del fascismo.
Un elenco di nomi, cognomi, comuni di nascita, residenze, condanne e orientamenti politici consultabile on line sul sito dell’archivio centrale dello stato dove sono stati caricati gli estremi delle schede redatte dalla polizia politica italiana e inserite nel casellario politico centrale. 719 nomi e cognomi per quanto riguarda la provincia di Viterbo. Persone che venivano monitorate attraverso il costante aggiornamento del rispettivo fascicolo.
Archivio di stato – La mappa dei “sovversivi” viterbesi
“La creazione di un’anagrafe delle persone considerate pericolose per l’ordine e la sicurezza pubblica – spiega la pagina internet del sito dell’archivio di stato dedicata al casellario – risale all’età crispina. Con la circolare n. 5116 del 25 maggio 1894 nell’ambito della Direzione generale di pubblica sicurezza fu istituito un ufficio con il compito di curare l’impianto e il sistematico aggiornamento dello schedario degli oppositori politici. Anarchici, repubblicani, socialisti ma anche oziosi e vagabondi furono oggetto di una capillare attività di sorveglianza che alimentò un consistente archivio di fascicoli personali”.
“L’organizzazione dell’ufficio e dell’archivio – prosegue la pagina – fu modificata con successive circolari (1896, 1903, 1909, 1910 e 1911) fino ad assumere il nome di Casellario politico centrale con legislazione eccezionale del 1925 e del 1926. Durante il periodo fascista l’attività di sorveglianza e controllo della polizia si amplificò comprendendo non più soltanto i politici ma tutta una indeterminata categoria di persone, definita genericamente antifascista, e gli allogeni ossia le minoranza etniche soprattutto della Venezia Giulia”.
Archivio di stato – La mappa dei “sovversivi” viterbesi
In provincia di Viterbo i più schedati erano i socialisti, 203 in tutto. Dopodiché comunisti (198), antifascisti (177), anarchici (104) e repubblicani (24). 101 gli ammoniti, 88 i confinati, 83 quelli iscritti alla Rubrica di frontiera, cioè al registro in cui la polizia annotava le identità sospette che si spostavano fra Italia e Svizzera, 52 i denunciati per offese al capo del governo e 31 i denunciati al tribunale speciale, organo speciale del regime fascista italiano che giudicava i reati contro la sicurezza dello stato.
Ad essere schedati come sovversivi sono soprattutto operai, contadini, braccianti, piccoli artigiani.
Il picco più alto nel 1931, quando nella Tuscia risultavano schedate 490 persone. L’ultima scheda risale invece al 1956. Le provenienze, un po’ da tutta la provincia di Viterbo.
Archivio di stato – La mappa dei “sovversivi” viterbesi
Il casellario politico rimase in piedi anche durante la Repubblica, fino al 1968, sempre come strumento di monitoraggio dei soggetti considerati eversivi e con i rispettivi fascicoli aggiornati ogni 4 mesi.
Daniele Camilli
– Il casellario politico centrale
Articoli: Salviamo la Spoon River della città di Viterbo – La mappa degli antifascisti della Tuscia negli anni ’30
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