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Scandalo aeronautica - Né cucine, né pranzi secondo la difesa - L'incontro col viterbese arrestato in un ristorante di Marino sarebbe successivo all'aggiudicazione

“Scandalo aeronautica, nessuna cena galeotta tra ufficiale e imprenditore”

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Viterbo – (sil.co.) – Scandalo aeronautica, né cucine né cene. In attesa di sapere cosa deciderà il gip Gisberto Muscolo del tribunale di Velletri sulla richiesta di revoca dei domiciliari, contro i quali la difesa ha già presentato comunque istanza al tribunale del riesame, emergono nuovi particolari sulle accuse rivolte dalla procura laziale al 51enne di Vasanello Marcello Corsi, allora responsabile commerciale della Amedeo Orsolini Spa, arrestato il 18 aprile nell’ambito della maxinchiesta su presunti appalti truccati e corruzione.

Al centro sempre la famosa cucina in cambio di un appalto. Ebbene, tra le accuse ne spicca una, secondo cui il presunto accordo corruttivo sarebbe avvenuto nel corso di una cena che Corsi e il tenente colonnello Alfonso Iazzetta avrebbero consumato presso un ristorante di Marino, durante la quale “è verosimile che i due abbiano parlato dei lavori di ristrutturazione”.

“Ebbene, l’incontro in questione risulta in realtà avvenuto in data 21.10.2020, quindi oltre 20 giorni successivi all’aggiudicazione, avvenuta in data 01.10.2020”, fanno notare “carte alla mano” i difensori Giuseppe e Caterina Picchiarelli. 


Carabinieri - Inchiesta corruzione aeronautica militare

Carabinieri – Inchiesta corruzione aeronautica militare


Lunedì, durante l’interrogatorio di garanzia per rogatoria davanti al gip viterbese Giacomo Autizi, i legali di Corsi, indagato per corruzione e turbativa d’asta in concorso, hanno documentato come la famosa cucina per la casa di Somma Vesuviana dell’ufficiale sarebbe stata regolarmente pagata e non regalata in cambio di un appalto da trentamila euro per forniture all’aeroporto militare di Grazzanise.

“Curioso immaginare un corruttore che fattura la presunta tangente”, dicono i difensori di Corsi. Nel 2020 gli investigatori, che erano sulle tracce di Iazzetta, la cui posizione è la più pesante essendo l’unico dei 39 indagati ad essere finito in carcere, fotografarono un furgone della Orsolini mentre stava scaricando al cucina presso la casa in ristrutturazione di Iazzetta in provincia di Caserta.

Da lì i sospetti sfociati la settimana scorsa nella notifica da parte dei carabinieri della misura di custodia cautelare agli arresti domiciliari.


Giuseppe Picchiarelli

L’avvocato Giuseppe Picchiarelli


La vicenda

Al centro dell’inchiesta della procura di Velletri c’è anche una donna ufficiale di 36 anni (appena compiuti) per cui è stato disposto l’obbligo di dimora a Roma. Era in servizio all’aeroporto militare di Viterbo al momento dell’applicazione della misura cautelare. Classe 1987, studentessa modello in un uno dei migliori licei della capitale, si è laureata col massimo dei voti in ingegneria civile alla Sapienza nel 2012, a 25 anni, quando era già sottotenente.

Ma sotto la lente degli investigatori c’è soprattutto il tenente colonnello Alfonso Iazzetta, istruttore e direttore dei lavori presso l’aeroporto di Grazzanise-Latina e Frosinone che avrebbe ricevuto una serie di favori “pro casa sua” dagli imprenditori a cui avrebbe concesso gli appalti nelle caserme. Secondo l’accusa l’ufficiale avrebbe avvisato gli imprenditori “amici” attraverso Whatsapp indicando loro il preventivo da fare con il prezzo più favorevole o in alcuni casi addirittura compilando lui stesso l’offerta con il prezzo più basso. 


 Presunzione di innocenzaNel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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27 aprile, 2023

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