Parco Impastato – Piantumazione leccio in memoria di Franco Flavio Visinoni
Viterbo – “Cerchiamo e vogliamo giustizia per la morte di mio padre Franco Flavio Visinoni”. A parlare è la figlia Ilaria. Al parco Peppino Impasto, al Pilastro, Viterbo, dove oggi la Filca Cisl, il sindacato degli operai edili, assieme al comune, hanno voluto piantare un leccio in sua memoria.
Flavio Franco Visinoni era un muratore che nel 2007 cadde da 10 metri di altezza mentre lavorava sull’impalcatura di un cantiere.
Flavio Franco Visinoni
“Quello di oggi è un traguardo importantissimo – ha detto Ilaria Visinoni -, perché in questi 16 anni la mia famiglia si è trovata da sola. Cerchiamo e vogliamo giustizia per mio padre. Perchèmio padre non si può difendere, non ha voce, io sono la sua voce. Come le tante vittime sul lavoro, persone che ogni giorno perdono la vita”.
Parco Impastato – Piantumazione leccio in memoria di Franco Flavio Visinoni
L’inaugurazione dell’albero di leccio, accompagnato da una targa in sua memoria e da una panchina collocata a lato della pianta, arriva due giorni prima della giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro. “Ma oggi – ha spiegato Ilaria Visinoni – mio padre avrebbe compiuto 69 anni. Un uomo buono, un padre esemplare. Il suo amore ci manca ogni giorno. E non è vero che il tempo cura le ferite. Il tempo amplifica solo il dolore”.
Ilaria Visinoni
Questa mattina al parco Impastato, assieme a Ilaria Visinoni, suo padre era un iscritto Cisl, c’erano anche la sindaca di Viterbo Chiara Frontini, gli assessori Patrizia Notaristefano ed Emanuele Aronne, alcuni consiglieri comunali, il segretario generale nazionale della Filca Cisl Enzo Pelle, il reggente Filca Lazio nord Francesco Agostini, il segretario generale della Cisl Viterbo, Fortunato Mannino, il vescovo Orazio Francesco Piazza, il parroco del Pilastro, Sacro cuore, don Flavio Valeri, e il segretario generale della Feneal Uil, Francesco Palese.
Parco Impastato – Piantumazione leccio in memoria di Franco Flavio Visinoni
“Sulla sicurezza non si scherza e non si tratta – ha sottolineato Frontini -. Soprattutto in un momento in cui stanno partendo i lavori pubblici in tutta la città. Per i lavori del Pnrr abbiamo firmato un protocollo con i sindacati affinché il comune vigili per prevenire tragedie e incidenti sul lavoro”.
Il vescovo Orazio Francesco Piazza e Chiara Frontini
“La sicurezza è un tema che non è mai scontato – ha commentato Agostini -. La cultura della sicurezza deve essere la cultura di tutti. L’albero è una cosa viva e la sicurezza va tenuta sempre viva. E il lavoro per essere dignitoso deve contemplare sempre la sicurezza”.
Nel 2022 sono stati 1090 i morti sul lavoro, con un aumento del 21% rispetto all’anno precedente. 790 gli infortuni mortali in occasione di lavoro, 300 quelli rilevati in itinere.
Parco Impastato – Piantumazione leccio in memoria di Franco Flavio Visinoni
“La sicurezza sul lavoro va coltivata – ha aggiunto Pelle -. I morti sul lavoro sono un dramma che non possiamo più permetterci. Il lavoro dignitoso è quello sicuro”.
“Mio padre – ha concluso il vescovo Piazza – era un muratore, ma non aveva il casco, perché a quei tempi non esistevano norme per la sicurezza. Un lavoro senza sicurezza è un lavoro senza dignità. Un lavoro senza dignità è un lavoro umiliato”.
Parco Impastato – Piantumazione leccio in memoria di Franco Flavio Visinoni
Infine la preghiera del muratore, scritta sull’epigrafe commemorativa dedicata a Flavio Franco Visinoni.
“Il muratore ha coraggio e ha cervello e fin da piccolo ha capito che era meglio alzarsi presto e andare a lavorare, che i sogni si realizzano in salita e il pane è sinonimo di vita”.
Daniele Camilli
– Morti sul lavoro, un leccio in ricordo di Flavio Visinoni
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