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Il caso - Nonostante abbia patteggiato, per Luciano Saggini: "L'operaio si è suicidato" - La figlia della vittima, Ilaria Visinoni: "Avesse anche solo chiesto scusa"

Non risarcisce vedova e figlia del muratore morto sul lavoro, imprenditore edile finisce alle Iene

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Flavio Franco Visinoni

Flavio Franco Visinoni

Le Iene - L'intervista a Luciano Saggini

Le Iene – L’intervista a Luciano Saggini

Ilaria Visinoni intervistata dalle Iene

Ilaria Visinoni intervistata dalle Iene

Ilaria Visinoni con la madre Anna Maria

Ilaria Visinoni con la madre Anna Maria

Le Iene - Il commento di Sergio Saggini

Le Iene – Il commento di Sergio Saggini

Viterbo – (sil.co.) – “Condannato più volte non paga e se ne frega”.

E’ il titolo del servizio di Nina Palmieri andato in onda nella puntata di martedì sera delle Iene dedicato al caso dell’imprenditore edile viterbese Luciano Saggini che dopo 13 anni non ha ancora versato un euro di risarcimento alla figlia e alla vedova di un suo muratore deceduto a causa di un incidente sul lavoro. 

“Luciano Saggini – dice la conduttrice – non accetta di essere stato condannato in tutte le sedi, penali e civili, per la morte di Flavio Fanco Visinoni, un muratore di 53 anni che il 15 ottobre 2007 è caduto da un tetto di una casa in costruzione”.

Una morte per cui non si dà pace la figlia di Visinoni, Ilaria. “Mia madre – dice alla conduttrice – ha perso l’amore della sua vita e non riesco a renderle giustizia”.

“Papà aveva una gamba rotta, la cassa toracica schiacciata, ma soprattutto non aveva più materia cerebrale in testa. Poi aveva un taglio abnorme sulla tempia destra.Un incidente che si sarebbe potuto evitare, se ci fosse stata l’impalcatura. Si sarebbe potuto fare male, ma non sarebbe morto”, spiega la figlia. 


Luciano Saggini: “Non è stato un incidente, si è suicidato”

“Non avevo colpa – ha detto l’imprenditore in televisione – ho patteggiato per fare un’opera buona, perché io non c’entravo niente. Mi hanno detto che almeno davano la pensione alla moglie, alla figlia che non lavoravano. Ho voluto prendermi la colpa pure se non ce l’avevo. Poi invece l’avvocato mio, che sicuramente era d’accordo con quegli altri, non ha fatto niente per difendermi, perché sennò io all’epoca in primis avevo già fatto venire l’ingegnere che ha poi fatto in un secondo momento la perizia e che ha dimostrato che lui si è buttato dal ponte, era sceso da dentro le scale a fare colazione, è risalito dal ponte e si è buttato dal ponte”. 

Saggini ha patteggiato 10 mesi e 20 giorni per omicidio colposo ed è stato condannato in sede civile a un  risarcimento di oltre 470mila euro per il danno non patrimoniale e 150mila euro per il danno biologico, oltre al pagamento delle spese per il funerale di Franco, 1500 euro che, come il resto, non ha mai versato.

Il tribunale di Viterbo, inoltre, ha pignorato a Saggini, che non sarebbe stato assicurato, una Bmw Caprio, una Chrysler e due furgoni, che si sarebbe però rifiutato di consegnare, non rivelando dove si trovavano. Motivo per cui il 31 gennaio è stato condannato a risarcire con 18mila euro a titolo di danno non patrimoniale la vedova e la figlia della vittima.


Ilaria Visinoni: “Avesse anche solo chiesto scusa”

“Papà viveva per me e per la mamma. Usciva di casa prestissimo, si faceva i panini quelli più strani, tipo con la melanzana e il prosciutto cotto, Di poche parole, ma sempre presente. Noi il sabato uscivamo insieme, quando uscivo con gli amici lui mi aspettava dietro le persiane della finestra, poi quando mi vedeva arrivare correva subito a letto. Lui era gelosissimo di me, guai a chi mi toccava”, ha detto Ilaria, che da 13 anni lotta: “Papà è morto e  tutti se lo sono dimenticato”. 

Saggini nel frattempo, ipotizzando il suicidio  ha fatto appello contro la condanna civile al risarcimento. dei familiari della vittima, ma gli è stato dato torto.

“Il  rammarico maggiore – dice la figlia della vittima – è che io non ho mai ricevuto una chiamata, sentito citofonare al mio campanello e mai ha contattato il mio avvocato per dire voglio trovare un accordo. Avesse anche solo detto scusa. Nudi e crudi siamo arrivati a 800mila euro, avrebbero cambiato la vita a chiunque, non li vedrò mai, però fammi vedere un minimo, un minimo, anche per fare stare tranquilla mamma”.


Prende le distanze l’imprenditore Sergio Saggini

Nel primo pomeriggio di ieri, l’imprenditore edile Sergio Saggini, con un commento sul profilo Facebook delle Iene, precisava: “Buongiorno, a Viterbo c’è un’altra impresa omonima, la mia, nota come Saggini Costruzioni. Questo servizio, chiaramente, ha generato confusione ma la mia azienda, che costruisce a Viterbo, non c’entra nulla con il servizio, con la faccenda e con quelle persone. E’ un caso di omonimia ed ora stiamo diramando alla stampa un comunicato ufficiale. La mia azienda si chiama Saggini Massimo S.r.l. , nota commercialmente come Saggini Costruzioni, ed è stata fondata da Massimo Saggini. Per piacere non confondete le cose. Noi siamo molto attenti alla salute e sicurezza di ogni nostro dipendente e siamo un’azienda seria, certificata secondo i più rigorosi standard di sicurezza. Ci uniamo invece al dolore della famiglia Visinoni”. 


Articoli: “Saggini costruzioni non ha nulla a che vedere con l’azienda di cui si parla alle Iene” – Muore operaio ma il datore di lavoro non risarcisce i familiari, condannato dopo tredici anni – Operaio morto, non si presenta l’imprenditore accusato di aver distrutto i mezzi pignorati dagli eredi – Operaio muore sul lavoro, imprenditore distrugge i mezzi pignorati dai familiari della vittima – “Incidenti sul lavoro, serve agire per contrastare ed eliminare le cause” 


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27 febbraio, 2020

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