Viterbo – Detenuto ultrasettantenne in coma a Belcolle, è stato colpito da malore pochi giorni dopo l’arresto.
Gli agenti della polizia penitenziaria lo hanno trovato esanime nella sua cella del carcere di Mammagialla, dove era stato condotto una settimana fa, la mattina di venerdì 30 giugno dai carabinieri, che lo hanno arrestato su disposizione del tribunale di sorveglianza di Roma, in quanto doveva scontare una pena diventata definitiva a un anno e due mesi di reclusione per spaccio.
È il presunto maniaco 72enne viterbese finito a processo per violenza sessuale con l’accusa di avere molestato una tredicenne che il 18 ottobre 2020 stava portando a spasso il cane al Pilastro.
Vista l’evidente gravità delle sue condizioni, il detenuto è stato immediatamente trasferito in ambulanza all’ospedale di Belcolle dove gli è stata diagnosticata una ischemia cerebrale e dove è tuttora ricoverato in coma presso il reparto di rianimazione.
Oggi avrebbe dovuto essere processato per due cellulari e due auto rubati per cui era finito nei guai all’inizio di giugno. Ma il processo è stato rinviato a marzo dell’anno prossimo dal giudice Ilaria Ingilleri per legittimo impedimento, d’accordo la pm onoraria e il difensore di fiducia Luigi Mancini, sperando che per quella data il 72enne, le cui condizioni sarebbero disperate, si sia ripreso.
Nel frattempo, data l’intervenuta carcerazione e il ricovero a Belcolle, gli è stato revocato l’obbligo di dimora cui era sottoposto da un mese.
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Era il 5 giugno quando è stato fermato dalla polizia in viale Trento a bordo di una Fiesta rubata a aprile a Viterbo, motivo per cui è accusato di ricettazione, mentre il 7 giugno è stato arrestato dalla polizia per il furto di una Panda in piazza del Comune e di due cellulari che erano nell’abitacolo, venduti per 35 euro a un negozio di telefonia di piazza della Rocca, il cui titolare è stato a sua volta denunciato a piede libero per ricettazione.
L’uomo, peraltro da tempo senza patente, si è lasciato interrogare durante l’udienza di convalida dell’arersto, dicendo che pensava che la macchina fosse la sua. Dopo il furto, a quanto è dato sapere, l’avrebbe parcheggiata vicino a un ufficio postale, non lontano dalla sua abitazione, dove poco più di un’ora dopo è stato rintracciato dalla polizia.
Gli agenti della squadra mobile hanno riconosciuto immediatamente il ladro, in quanto denunciato poche ore prima dagli stessi poliziotti per ricettazione della Fiesta, nel frattempo restituita al legittimo titolare, così come avvenuto per Panda, telefoni e portafoglio.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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