Bassano Romano – (sil.co.) – Nuovo capitolo della saga del famoso topo d’auto seriale di Bassano Romano.
È il pensionato 72enne d’origine nordafricana la cui ultima impresa nota risale alla mattina dello scorso 9 agosto quando, in piena Festa della Racchia, ha rubato una vettura nel centro di Vejano scappando poi contromano a tutta velocità per le vie del paese e proseguendo la sua folle fuga fino a Vasanello dove è stato infine catturato dai carabinieri.
Ebbene, si è scoperto che due anni prima, nell’estate del 2022, è riuscito a farsi arrestare dai carabinieri tre volte in tre giorni, il 30 e 31 luglio e il 1 agosto 2022.
La prima volta dai carabinieri delle Rughe, la seconda dai carabinieri del Norm di Roma che lo hanno sorpreso su un’auto rubata, la terza dai carabinieri di Vetralla mentre si aggirava nei pressi di un parcheggio con uno zaino pieno di arnesi da scasso.
Quel giorno il 72enne avrebbe dovuto essere ai domiciliari nella sua casa di Bassano Romano per i due arresti dei giorni precedenti, motivo per cui, oltre al possesso di una chiave inglese inglese e di una chiave a brugola, i militari della stazione di Vetralla gli hanno contestato anche l’evasione.
Il processo è entrato nel vivo giovedì davanti al giudice Giovanna Camillo del tribunale di Viterbo, che ha ascoltato uno dei militari che hanno condotto l’operazione. È emerso tra l’altro che l’arresto del primo agosto a Vetralla non fu convalidato in sede di direttissima. Si torna in aula a dicembre.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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