Bassano Romano – (sil.co.) – Topo d’auto seriale a processo per furto aggravato e ricettazione.
Si tratta di un 69enne d’origine marocchina che tra il 5 e il 6 luglio 2015, in una sola notte, ha preso di mira ben sei diversi veicoli, tra i quali un furgoncino, una jeep e perfino una minicar, facendo razzia dei documenti trovati a bordo, di un set di cacciaviti, un paio di occhiali, cuffiette stereo, alcuni cd e poco altro.
Raid in bicicletta al rientro dall’Olanda
A Bassano Romano, dove ha messo in atto l’insolito raid, l’imputato era tornato il giorno prima, dopo un lungo soggiorno in Olanda. Quella sera, secondo quanto emerso durante l’udienza di eri davanti al giudice Roberto Colonnello, ripreso dalle telecamere è uscito in bicicletta, con due buste di plastica bianca appese al manubrio dove nascondeva la “refurtiva”.
Altri tre colpi tra la Francia e l’Italia
Durante il viaggio di ritorno, come ha spiegato ieri l’allora comandante Andrea Mario De Fusco, si era fatto arrestare ben tre volte per furto d’auto – a Modane in Francia, poi a Domodossola e Milano – segnalato ai carabinieri della stazione di Bassano Romano.
Due giorni prima, il 4 luglio 2015, il questore di Milano, quando era stato rimesso in libertà dopo qualche giorno nel carcere di San Vittore, lo aveva espulso. Il 5 luglio l’arrivo a destinazione, a Bassano Romano. Preceduto, il 4 luglio, da un altro colpo, messo a segno durante l’ultima tappa a Roma, dove è stato denunciato il furto di una Opel Astra i cui documenti nonché una tenda da campeggio del proprietario sono stati trovati nell’abitazione del 69enne.
Bottino sparso per terra nel soggiorno
“Raccolte le denunce il mattino del 6 luglio di sette anni fa, abbiamo fatto subito due più due e a mezzogiorno lo abbiamo rintracciato in un bar del paese. Nel soggiorno di casa sua, sparsi per terra, c’erano tutti i documenti e gli oggetti vari razziati dalle vetture parcheggiate sotto casa delle vittime”, ha spiegato il luogotenente.
Quattro auto erano sotto casa aperte
In aula anche le vittime, quattro delle quali hanno ammesso candidamente di avere lasciato posteggiate le auto sotto casa aperte.
Il proprietario della minicar ha spiegato come la vetturetta fosse nel piazzale di un distributore, dove l’aveva appoggiata dopo averla messa in vendita, essendo nel frattempo diventato maggiorenne e avendo comprato un’auto “vera”. L’imputato, nel suo caso, è stato immortalato dalle telecamere della videsorveglianza mentre arrivava e poi si dava velocemente alla fuga a bordo della sua bicicletta.
A dare l’allarme il figlio alla play station
In paese tutti lo avrebbero conosciuto di vista. “Una brava persona”, nessuno si sarebbe mai aspettato la svolta da topo d’auto.
Nemmeno la coppia svegliata nel cuore della notte dal figlio che si era attardato alla play station. “E’ venuto in camera da letto e ci ha detto che stavano rubando la jeep, di cui aveva sentito sbattere lo sportello”, ha detto la moglie, la più veloce a infilarsi una tuta e a precipitarsi sotto casa. “Ho trovato l’imputato vicino alla macchina. Mi ha detto ‘sto riposando’, quindi si è allontanato svelto svelto in bicicletta. L’ho rincorso, ma si è dileguato”.
Il processo è stato rinviato al 27 settembre per la discussione. L’imputato è difeso dall’avvocato Barbara Grillo del foro di Viterbo.
– Rubava assicurazioni dalle auto in sosta
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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