Viterbo – Il tribunale
Viterbo – Bloccato l’intervento dei servizi sociali e dei carabinieri che ieri avrebbero dovuto prelevare la piccola da casa del genitore.
È stato sospeso in mattinata dal giudice il provvedimento con cui il 23 novembre il tribunale di Viterbo aveva disposto la “restituzione” alla madre di una bambina di dieci anni, portata a casa sua tre settimane fa dal padre, che il 4 novembre ha sporto una querela per maltrattamenti da parte del convivente della ex, che avrebbe picchiato la piccola alla presenza della mamma affidataria, perché non aveva sparecchiato per bene la tavola.
“Mia figlia minorenne picchiata dal compagno della madre, ma costretta a vivere con loro”, lo sfogo del padre, che ieri ha raccontato a Tusciaweb come, nonostante fosse assente all’udienza di mercoledì, avendo ricevuto la citazione solo il giorno successivo, il giudice, sentita solo la controparte, avesse disposto un rinvio al 12 dicembre, stabilendo nel frattempo che la bambina fosse restituita alla madre entro cinque giorni, attivando i servizi sociali e i carabinieri, nel caso fosse necessario intervenire com la forza pubblica.
Ieri mattina il colpo di scena quando il giudice, accogliendo l’istanza del difensore Vincenzo Dionisi di anticipare l’udienza al 30 novembre, ha disposto anche la sospensione del provvedimento, da comunicare con urgenza ai servizi sociali del comune di residenza del padre, con cui la figlia è tornata a vivere tre settimane fa, dopo che il genitore l’ha accompagnata al pronto soccorso per le cure del caso, sporgendo querela per maltrattamenti e chiedendo l’affidamento in via esclusiva della figlia.
L’avvocato Vincenzo Dionisi
“La minore – ribadisce l’avvocato Dionisi – si trova presso la residenza del padre perché il convivente della madre l’ha aggredita alla presenza della donna, mettendole le mani al collo, facendola cadere a terra e colpendola al viso, provocandole una ferita al labbro. Questa è la motivazione per cui la bambina si trova presso il padre”.
“Oltre alle querele – ha spiegato il trentenne – ho presentato istanza per l’affidamento in esclusiva a me della bambina e l’iscrizione alla scuola del centro dove vivo, considerando che vicino a me abitano anche i nonni e che in casa, oltre alla mia compagna, c’è anche la sorella e le bimbe hanno un ottimo rapporto. Mia figlia sta bene, è serena e vuole restare qui”.
Lo scorso 4 novembre il genitore ha portato la figlia prima in ospedale e poi con sé, nel centro dove risiede, dopo che la bambina lo ha chiamato in lacrime al telefono supplicandolo di andarla a prendere perché era stata picchiata dal compagno della madre, la quale non avrebbe fatto nulla per fermarlo, per non avere sparecchiato bene la tavola all’ora di pranzo.
La coppia è separata dal 2019 e la bambina è stata affidata in via esclusiva alla madre. “Si parla tanto di tutela delle donne – si sfogava ieri il padre – ma mia figlia, nonostante una denuncia ai carabinieri per maltrattamenti in famiglia e tre referti del pronto soccorso del 4, 6 e 11 novembre, dovrà tornare in quella casa, dove lei non vuole andare”.
Silvana Cortignani
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