Polizia
Viterbo – (sil.co.) – Un processo in corso e uno in arrivo. Il primo per direttissima, il secondo col giudizio immediato, la cui prima udienza è stata fissata per il prossimo mese di gennaio davanti al giudice Daniela Rispoli.
Imputato in entrambi il “ladro di farmacie”, ovvero il pregiudicato 32enne viterbese che attorno alle 18 dello scorso 25 settembre, un lunedì, ha messo a segno un furto alla farmacia vicino alla questura e alla cittadella della salute per un bottino di cinquanta euro in profumi, sei confezioni in tutto, sottratte da un espositore davanti al bancone, scagliandosi contro i poliziotti intervenuti in seguito all’allarme, motivo per cui deve rispondere anche di resistenza a pubblico ufficiale.
Fermato dalla volante mentre cercava di far perdere le sue tracce, si sarebbe sdraiato in mezzo alla strada all’ora di punta vedendosi perso, opponendo strenua resistenza ai quattro agenti intervenuti, prendendoli prima a calci e pugni per non farsi fermare e poi scatenando la sua furia, una volta caricato a bordo dell’auto di servizio per essere condotto in caserma, prendendo a calci e testate l’interno della vettura.
Quando è stato bloccato, il ladruncolo avrebbe avuto un taglio in fronte e una ferita alla bocca, da cui avrebbe perso sangue, essendogli saltati tre denti, necessitando dell’intervento dei sanitari.
Rimesso in libertà dopo la convalida dell’arresto col solo obbligo di firma, il 32enne è poi finito nelle settimane successive recluso nel carcere di Mammagialla su disposizione del tribunale di sorveglianza a causa delle sue intemperanze che lo avevano fatto finire agli arresti domiciliari.
Uscito di prigione nei giorni scorsi, non avrebbe saputo di dover comparire martedì in tribunale per il furto in farmacia, la cui udienza è stata rinviata a gennaio per dargli l’opportunità, se vorrà, di difendersi davanti al giudice Jacopo Rocchi prima della sentenza.
Lo scorso settembre il giudice aveva respinto la richiesta di custodia cautelare ai domiciliari dell’arrestato, optando per una misura meno afflittiva e concedendo all’avvocato Luigi Mancini i termini a difesa per valutare l’opportunità di ricorrere a eventuali riti alternativi.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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